Carcere Rebibbia: detenuta evade dal penitenziario dal cancello principale

La donna era appena stata associata nella casa circondariale della via Tiburtina

E' evasa dal carcere uscendo dal cancello principale. Riuscita ad eludere la sorveglianza la donna è passata inosservata confondendosi con i parenti dei detenuti in uscita dalla casa circondariale. La clamorosa evasione è stata attuata intorno alle 14:00 di oggi 6 ottobre dal penitenziario di Rebibbia. A far perdere le proprie tracce una donna bulgara di 32 anni, trasferita nel carcere della via Tiburtina dopo essere arrivata all'aeroporto di Fiumicino. La 32enne era arrivata in Italia, estradata dalla Germania su mandato europeo, per scontare una condanna per quattro anni per furto e rapina. La donna è attivamente ricercata dalle forze dell'ordine.

Sei evasioni nel 2017

"La donna è di nazionalità bulgara ed era appena arrivata a Rebibbia da Fiumicino - commenta Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE -. "Un evento irresponsabile e gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti della Penitenziaria finalizzare a catturare l’evaso. Nei primi sei mesi del 2017 si sono verificate, nelle carceri italiane, 6 evasioni da istituti penitenziari, 17 evasioni da permessi premio e di necessità, 11 da lavoro all’esterno, 11 da semilibertà e 21 mancati rientri di internati".

Agenti allo stremo

La notizia ha trovato le parole di Massimo Costantino, Segretario Generale Aggiunto Cisl Fns: "I poliziotti penitenziari sono allo stremo, vivono una condizione di lavoro pesantissima e necessitano di risposte risolutive .  Occorre investire nel sistema carceri con più organico, migliori condizioni di lavoro e più tutele del personale. Serve una migliore organizzazione del lavoro, più attenzione e responsabilità da parte di chi dirige la macchina amministrativa nel Dipartimento".

Vigilanza dinanica 

Per la Fns Cisl Lazio occorre, altresì "rivedere la vigilanza dinamica all’interno degli istituti, semmai  bloccarla nei casi di eventi critici causati da parte dei detenuti,  poiché troppe sono le aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria". 

Sgretolamento sistema penitenziario 

E’ senza appello anche la denuncia del SAPPE, come denuncia  il Segretario Generale Donato Capece : "Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale".

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