Esplosione a Marino, 3 persone estratte vive dalle macerie: sfollate 4 famiglie

Madre e figlia di 4 anni sono in condizioni stazionarie all'ospedale di Frascati. Più grave una donna di 53 anni trasportata al Sant'Eugenio di Roma

L'esplosione si è sentita in tutta la città dei Castelli Romani. La paura, nel comune di Marino, è stata tanta ma fortunatamente le tre persone estratte dalle macerie sono tutte vive. La più grave una donna romena di 53 anni, trasportata al Sant'Eugenio di Roma in prognosi riservata, con varie ustioni sul corpo e, fortunatamente, non in pericolo di vita. 

I fatti sono avvenuti in via Giangiacomo Carissimo, poco prima delle 20. Italgas, arrivata sul posto con i tecnici del Pronto Intervento dell'azienda, ha riscontrato che gli impianti e i contatori posti all'esterno dell'edificio risultavano integri.

"Secondo i primi accertamenti, l'evento sembra essere stato causato dal malfunzionamento dell'impianto interno o di una bombola di gpl presente in uno degli appartamenti della palazzina", spiega l'azienda. Di certo c'è che vigili del fuoco e carabinieri hanno lavorato per ore per accertare che sotto le macerie causate dall'esplosione in quella palazzina non ci fosse nessuno. 

Le prima ad essere estratte vive sono state una mamma di 31 anni e sua figlia di 4. Entrambe, con lievi ferite, sono state portate all'ospedale di Frascati. Più grave invece la 53enne romena trasferita poi a Roma. 

Il palazzo, uno stabile privato, ha riportato gravi danni. Sono quattro le famiglie che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni all'interno del palazzo di via Carissimi. Il sindaco Carlo Colizza si è attivato da subito per trovare una sistemazione per queste persone che già da stasera e per il momento saranno ospitate in un Centro di accoglienza di suore nella vicina Castel Gandolfo.

"Il palazzo - spiega proprio il sindaco - da una primissima stima ha riportato gravi danni, presumibilmente anche strutturali. Nelle prossime ore insieme ai vigili del fuoco valuteremo il da farsi". Il palazzo era composto da un piano terra più due piani, in totale sarebbero sei gli appartamenti interessati dallo scoppio.

Il crollo, spiega ancora il sindaco, "poteva essere un disastro, la palazzina è completamente sventrata". Sul posto anche il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori.

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