Soldi in cambio di esami: denunciato ex professore della Sapienza

L'indagine, scaturita da un servizio de Le Iene del 2011, si è chiusa con la contestazione di 34 capi d'accusa per il professore. Oltre ai soldi per gli esami, venivano organizzate lezioni private nell'ufficio del docente

Esami difficili per superare i quali però c'era un metodo imbattibile: pagare, in maniera diretta o attraverso il meccanismo delle lezioni private. La voce girava fra gli studenti della Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma per gli insegnamenti di "Statica e Teoria delle Strutture" e "Tecnica delle Costruzioni", notoriamente impegnativi. A smascherare per primo il meccanismo il programma tv Le Iene. Era il 2011 ed allora prese le mosse un'indagine della Guardia di Finanza. Oggi arriva la notizia della chiusura delle indagini preliminari con la contestazione di ben 34 capi di imputazione formulati dalla Procura della Repubblica di Roma per i reati di concussione, abuso d’ufficio, peculato, falso materiale ed ideologico in atti pubblici. L'accusato è un ormai ex professore della facoltà di Archiettura.

L’indagine, come detto, è scaturita a seguito di un servizio televisivo de "LE IENE", andato in onda a novembre del 2011, che aveva documentato l’illecito comportamento del professore, prima e durante le sedute di esame, nei confronti dei suoi studenti. Con la complicità di una studentessa, che si era prestata nel mettere in scena una richiesta di aiuto, gli inviati de "LE IENE" ripresero con telecamere nascoste il professore mentre nel suo studio privato dava indicazioni alla studentessa su come superare agevolmente alcuni esami.

Ma, ovviamente, non si fa nulla per nulla: ciascun esame, fruttava alla fine circa 2.000 euro, ma si sa, siamo in tempi di crisi, e per il superamento di più prove erano previste anche tariffe "agevolate". Insomma, un vero e proprio "mercimonio del sapere". Durante le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di  Roma, è stato acquisito il filmato originale registrato e sono stati perquisiti i luoghi nella disponibilità del professore, oltre all'acquisizione delle testimonianze di decine di  studenti che confermavano il comportamento disonesto del professore, documentato dalle riprese televisive. In alcuni casi, nel prezzo, era compreso l'acquisto della tesina che sarebbe stata poi consegnata nel corso dell’interrogazione.

Tale sistema illecito, in realtà, non è risultato l’unico modo di “arrotondare” del professore. Lo stesso gestiva, infatti, anche un sistema di lezioni private, effettuate in prima persona o dai suoi assistenti, al prezzo variabile da 20 a 50 euro all’ora, tenute presso lo studio privato ovvero nelle aule dell’università, circostanza che è valsa all’indagato l’accusa di peculato.

Almeno 10 erano le ore necessarie per assicurarsi un 18. La metà della somma guadagnata dagli assistenti veniva poi girata al professore. Un altro modo che il professore aveva escogitato per fare guadagni extra era quello di organizzare e consigliare ai suoi studenti viaggi di istruzione, pubblicizzandoli tranquillamente in classe o inviando centinaia di mail ai frequentatori dei suoi corsi. In  cambio venivano riconosciuti crediti formativi universitari.

Numerosi i viaggi così organizzati dall'indagato, che era anche il rappresentante della società che organizzava il tutto, nelle città europee di Valencia, Bilbao e Berlino, cui hanno partecipato più di 50 studenti.

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