Rapina a Cinecittà est, bandito ucciso dal complice: puntavano a bottino da 25mila euro

La dinamica è stata ricostruita grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza interne al bar. Ennio Proietti e Enrico Antonelli si erano conosciuti in carcere

È stato convalidato l'arresto di Enrico Antonelli, 58 anni, uno dei due uomini che hanno messo a segno il tentativo di rapina il 5 novembre scorso nel bar 'Caffe' europeo' di via Antonio Ciamarra, in zona Romanina. In quella circostanze rimase ucciso il complice di Antonelli, Ennio Proietti, 69 anni, mentre il proprietario del bar rimase ferito al bacino da un colpo di pistola durante una colluttazione con i rapinatori. I due puntavano a un bottino da 25mila euro.

Ennio Proietti ucciso dal complice

Antonelli, fermato dalla Polizia subito dopo il tentato colpo finito nel sangue, è accusato di omicidio, tentato omicidio e rapina. Secondo quanto riportato nell'ordinanza di convalida d'arresto del Gip, Maria Paola Tomaselli, Ennio Proietti è stato colpito mortalmente da un colpo partito dalla pistola del complice, Enrico Antonelli. La dinamica è stata ricostruita grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza interne al bar.

Quattro colpi sparati in via Ciamarra

Dei quattro colpi sparati, tre sono partiti dalla pistola di Antonelli, una Colt calibro 38 special, durante la colluttazione ingaggiata con il proprietario del bar: uno ha ucciso Ennio Proietti, mentre un altro colpo ha ferito al bacino il cittadino cinese propietario del bar e un terzo colpo sarebbe andato a vuoto. Il quarto colpo è stato invece esploso dalla pistola del bandito rimasto ucciso, una Beretta 98 Fs, risultata di provenienza illecita.

Il piano di Ennio Proietti e Enrico Antonelli

I due, secondo quanto emerso, puntavano a 25mila euro. Proietti e Antonelli si erano conosciuti in carcere nell'agosto del 2019. I due, durante la detenzione avevano stretto un'amicizia dalla quale era nata l'idea di effettuare la rapina alla Romanina. Secondo quanto raccontato da Antonelli, a proporre l'affare era stato Proietti. In un primo momento Antonelli aveva rifiutato, ma poi secondo quanto dichiarato dall'arrestato agli inquirenti, si era deciso ad accettare a causa delle sue precarie condizioni economiche.

La figlia del tabaccaio: "Ho visto papà ferito e il bandito a terra"

Qualche ora prima della rapina del 5 novembre, Antonelli si era anche recato nel bar tabaccheria per effettuare un sopralluogo e poi insieme con il complice che aveva anche recuperato le armi, si erano recati in via Ciamarra, con il volto travisato da caschi e scaldacollo.

Il piano, sempre secondo quanto dichiarato da Antonelli ai magistrati, prevedeva che Proietti avrebbe dovuto svolgere il ruolo di regista di copertura, mentre a lui sarebbe toccato il compito di asportare il denaro dalla cassa. I due non potevano però prevedere la "forte reazione da parte del tabaccaio" che, secondo quanto si legge nell'ordinanza di convalida dell'arresto di Antonelli, aveva subito ingaggiato una colluttazione con i due banditi. Un corpo a corpo durante il quale l'arrestato ha esploso 3 colpi di pistola, uccidendo il complice e ferendo il titolare del locale.  

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