Emergenza casa, la giunta regionale approva la delibera con il 'Piano straordinario'

Il documento, frutto di tavoli con i movimenti e i sindacati di base, prevede il recupero del patrimonio immobiliare pubblico e l'acquisizione di quello privato a prezzi calmierati

Ci sono volute diverse giornate di protesta, incontri tra i movimenti e i referenti regionali e cortei. Oggi la delibera con un 'Piano straordinario per l'emergenza abitativa', con particolare attenzione alla situazione di Roma Capitale, è stata approvata dalla Giunta Regionale del Lazio. Basta nuove case dando adito a nuove cementificazioni. La delibera, approvata su proposta dell'assessore competente Fabio Refrigeri, uscita da un tavolo con movimenti e sindacati di base ruota attorno al recupero del patrimonio immobiliare pubblico, a cominciare da quello regionale, sostenendo la rigenerazione urbana, e all'acquisizione di quello privato a prezzi calmierati per fronteggiare l'emergenza abitativa del Lazio, con particolare attenzione alla situazione della Capitale. Queste le misure contenute nel provvedimento. 

“Più di 250 milioni di euro per dare una risposta a tante famiglie che hanno bisogno di una casa" ha scritto sul proprio profilo Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Le risorse verranno reperite tra le competenze residue del «Fondo Globale Regioni Edilizia Sovvenzionata» (fondi ex Gescal) pari a 257.726.466,10, di cui l'80% sarà destinato all'attuazione del Programma per l'Emergenza Abitativa per Roma Capitale. 

Entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera, di concerto con la Direzione Regionale Bilancio, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio, si procederà all'individuazione del patrimonio immobiliare da destinare all'attuazione del Piano Straordinario, avviando immediatamente il confronto con Roma Capitale, con le IPAB, le ATER, l'Agenzia del Demanio e le altre amministrazioni ed enti pubblici, per l'individuazione degli immobili da utilizzare per la risoluzione dell'emergenza abitativa. Sempre entro due mesi dalla pubblicazione della delibera, di concerto con i comuni del Lazio e le ATER competenti, è prevista l'effettuazione della rilevazione delle situazioni di emergenza presenti sull'intero territorio regionale. 

“Con la delibera di oggi abbiamo compiuto un passo importante, un atto che si affianca ad altre iniziative inserite nel bilancio già approvato, come l’istituzione di un fondo di 7,5 milioni destinati alle famiglie che chiedono un mutuo per la prima casa e i 16 milioni da ripartire attraverso i distretti sociali per il disagio legato proprio al tema dell’abitare” spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente, Fabio Refrigeri. “Adesso ci attendono altri passi fondamentali: la riforma delle Ater, nuovi piani di aiuto all’affitto e più in generale per l'accesso alla casa, soprattutto, una pianificazione in grado di cogliere ogni opportunità economica utile a predisporre il piano quinquennale di interventi”.

Soddisfatta anche la Prefettura di Roma che ha commentato così la notizia: “Importante riconoscimento dell'emergenza abitativa nella Capitale”. La delibera è “l'inizio di un percorso concreto”. Continua la nota: “È necessario ora che le istituzioni, comunque interessate, si adoperino congiuntamente per il superamento della 'emergenzà che ovviamente necessita di ulteriori provvedimenti e risorse”. La delibera è un “importante risultato” anche per il vice presidente del consiglio regionale Massimiliano Valeriani.

Per il vicesindaco Luigi Nieri l'approvazione della delibera è “un'ottima notizia”. Continua la nota: “Con grande attenzione, la Regione ha previsto uno specifico programma straordinario per l'emergenza, con l'80% circa degli oltre 257 milioni di euro stanziati, messi a disposizione della Capitale e disponibili da subito". Infine un appello al Governo: “Con l'occasione, rilanciamo la richiesta al Governo nazionale per il blocco degli sfratti, a partire da quelli che riguardano chi vive in abitazioni degli enti previdenziali pubblici".

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Soddisfatto anche il sindacato di base Asia Usb: "E' un primo importante risultato del protagonismo dei movimenti per il diritto all'abitare e della nostra associazione: è possibile affrontare l'emergenza casa senza nuovo consumo di suolo puntanto principalmente al recupero e alla rigenerazione urbana" si legge in una nota. "Ora è necessario che le istituzioni preposte dimostrino la capacità di avviare questa prima vera grande opera, quella di mettere al centro dell'azione amministrativa il bene comune del diritto alla casa". Le mobilitazioni però non si fermeranno: "Continueremo a chiedere il blocco degli sfratti che stanno inesorabilmente stravolgendo il tessuto sociale della nostra città e l'utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal (i 250 mln stanziati oggi sono solo un acconto)".

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