Choc a Casal Bruciato: chef di 30 anni trovato morto nell'androne condominiale

Originario della provincia di Bolzano Emanuele Amorosi era ospite in casa della nonna. Si trovava a Roma in cerca di lavoro

Emanuele Amorosi aveva 30 anni

Ha salutato la nonna poco prima di morire nell'androne condominiale. La tragedia si è consumata a Casal Bruciato lo scorso 4 di aprile. A perdere la vita a soli 30 anni, probabilmente a causa di un malore, Emanuele Amorosi, chef originario di Laives, Comune della provincia di Bolzano

In particolare lo chef altoatesino si trovava a casa della nonna in via Luigi Lucatelli a Casal Bruciato. In cerca di lavoro nella Capitale, poco dopo le 11:00 dello scorso giovedì è uscito dall'appartamento. Nell'androne del condominio Emanuele Amorosi ha però accusato un malore, cadendo e sbattendo rovinosamente la testa in terra. 

A scoprirlo un condomino che ha poi allertato il 112. Arrivata sul posto l'ambulanza del 118 il personale medico nulla ha potuto, se non constatare il decesso del giovane Emanuele. In via Lucatelli sono quindi intervenuti i Carabinieri della Stazione Roma Prenestina. Secondo i primi accertamenti sul corpo del 30enne non sarebbero stati trovati evidenti segni di violenza, a parte delle lesioni alla testa conseguenza della caduta in terra. 

Accertato il decesso del giovane, la salma di Emanuele Amorosi è stata messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria e traslata all'obitorio del Cimitero del Verano. Disposta l'autopsia per accertare le cause della morte.

In attesa del responso dell'esame autoptico, dopo del quale la salma verrà messa a disposizione dei familiari per la celebrazione dei funerali, la notizia della morte di Emanuele Amorosi si è diffusa rapidamente fra i tanti amici dello chef altoatesino con la sua bacheca Facebook divenuta nel corso dei giorni luogo di ricordo e cordoglio. In particolare un suo amico, Marco Covi, ha lanciato l'idea di ricordare Emanuele con un techno party. 

"So che questo mitico "personaggio storico" non avrebbe mai voluti vederci tristi.  Ema era un grande appassionato e Producer/Dj di musica techno, questa era una delle sue grandi passioni fin da quando era ragazzino. Verso maggio - spiega Marco Covi - una volta che avremo "superato" lo shock iniziale di questa tragica notizia, ho pensato insieme ad alcuni amici di organizzare una serata privata a base di techno-minmal per commemoralo e salutarlo da veri amici, tramite una danza, al di fuori della chiesa e della burocrazia. So che li avrebbe fatto molto piacere, e se ci dovesse vedere da lassú, ne andrebbe molto fiero".

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"Inoltre, chiunque voglia, potrà dire due parole in suo favore senza i filtri della chiesa. I ricavi della serata andranno alla famiglia, per coprire parte delle spese funerarie. So che ció non potrà minimamente sollevare il forte dolore che la famiglia prova in questo momento ma è il minimo che possiamo fare".
 

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