Elena morta per le buche sull'Ostiense: il Comune responsabile di omicidio stradale

L'avvocato della famiglia Aubry parla a Radio Cusano e non esclude la possibile incriminazione degli amministratori per omicidio stradale

Nel giorno del funerale di Noemi Carrozza, la 21enne sincronette morta in un incidente sulla Colombo, continuano a tenere banco le indagini su un altro incidente stradale, quello in cui ha perso la vita Elena Aubry, la centaura morta all'altezza del Cineland di Ostia. Strazianti le parole della mamma all'indomani della tragedia, attribuita alle buche stradali dell'Ostiense. 

Sul caso oggi si registra l'intervento dell'avvoca Domenico Musicco. Intervenuto ai microfoni di Legge o Giustizia condotto da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, Musicco, presidente dell’Avisl, Associazione Vittime della Strada, incidenti sul Lavoro e Malasanità e attiva parte in causa nella stesura del reato di omicidio stradale, ne ha per tutti. 

"Mia figlia non c'è più per le maledette buche di Roma"

Secondo Musicco e la famiglia di Elena Aubry, il Comune di Roma sarebbe responsabile della morte della giovane centaura, e quindi di omicidio stradale. “Qui parliamo della responsabilità di chi amministra le strade – ha detto Musicco - questa casistica non rientra nella legge sull’omicidio stradale. A livello di sentenze della Cassazione però la parola è appropriata. Sono casi dovuti ad incuria ed omessa manutenzione della strada nei quali gli amministratori vengono sempre più spesso condannati sia in sede penale che nel risarcimento del danno. Oramai la situazione di Roma è sotto gli occhi di tutti e si stanno ripetendo con drammatica cadenza episodi questo tipo. Altre persone sono cadute nello stesso punto dove è caduta Elena. Nonostante questi incidenti la situazione rimane statica. Non ci sono prese di posizione nette. La Raggi aveva promesso di sistemare le strade ma queste parole non hanno avuto seguito”. 

I Vigili del Comune di Roma hanno scritto che la caduta di Elena non sarebbe stata causata dal manto stradale: “Quel verbale non ha valenza. Conta la perizia disposta dal PM. La Polizia Locale è parte in causa e tende a difendere il proprio datore di lavoro. Gli agenti di Polizia Locale non hanno le competenze tecniche per fare certe perizie. Fanno osservazioni che potrebbero risparmiarsi. Quella strada, in quel tratto, è particolarmente mal tenuta”. 

In caso di condanna in sede penale chi pagherebbe? “In sede penale viene condannata direttamente la Sindaca Raggi. Bene farebbe a preoccuparsi a mettere in sicurezza le strade perché tra un po’ arriveranno le sentenze e non saranno favorevoli alla sua amministrazione. Tutti gli amministratori rispondono penalmente in questi casi e parliamo di condanne molto pesanti. Nel caso della morte di Elena non è arrivato neanche un messaggio di cordoglio da parte del Comune di Roma. Voglio sottolineare che neanche le amministrazioni precedenti hanno brillato in tema di manutenzione stradale”.

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