Il patto di Grottaferrata: il pranzo tra boss che ha fatto calare la pace su Ostia

Secondo il Gip Salvatore Casamonica, Fabrizio Piscitelli e l'avvocato Lucia Gargano "diedero un consapevole e rilevante apporto per la conservazione e per il consolidamento delle capacità operative del clan mafioso degli Spada"

Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli

Una guerra tra gruppi criminali a Ostia non sarebbe convenuta a nessuno. Ecco perché, "consapevoli della necessità di pacificare la situazione" come scrive il gip Corrado Cappiello nell'ordinanza cautelare dell'operazione Tom HagenFabrizio Piscitelli e Salvatore Casamonica sono scesi in campo e si sono avvalsi dell'aiuto dell'avvocato Lucia Gargano per sancire la pace tra il clan Spada e il gruppo di Marco Esposito detto Barboncino, determinato a scalzare gli 'zingari' di Ostia e conquistare il litorale a colpi di arma da fuoco. 

Le indagini partite dall'operazione Brasile Low Cost

E' il 13 dicembre 2017. A Grottaferrata, si parla d'affari legati al mondo dello spaccio e a raccontarcelo sono le intercettazioni dell'operazione 'Brasile Low Cost'. Ma a tavola, tra un bucatino all'amatriciana e una cacio e pepe, gli argomenti all'ordine del giorno sono anche altri. 

Piscitelli e Casamonica stavano per sancire una pace che avrebbe fermato (come poi è successo) una guerra destinata a finire nel sangue, quella ad Ostia. 

L'avvocato Lucia Gargano e il pizzino a Spada

A pranzo, con i due capi, c'è anche l'avvocato Lucia Gargano, finita oggi ai domiciliari e collaboratrice dello studio legale del difensore di fiducia di molti esponenti di spicco degli Spada, compreso il boss Carmine.

Una presenza "non era affatto casuale", sottolinea il Gip nell'ordinanza, tant'è che Casamonica e Diabolik iniziavano a parlare della necessità di avviare il processo di pacificazione fra le due fazioni egemoni nel territorio di Ostia solo quando il professionista giunse nel locale.

"Gli stai a scrivere questa cosa? Ma lui la legge e la strappa subito o se la porta? Stanno cose delicate", dice Piscitelli costretto ai tempi all'obbligo di dimora a Grottaferrata. L'obiettivo è quello di comunicare, con un pizzino, con Carmine Spada, detto 'Romoletto' e boss dell'omonimo (anche lui costretto all'obbligo di dimora ma a Roma) per inviargli i termini della pax mafiosa stipulata. I tre, a tavola, parlano e commentano la gambizzazione di Alessio Ferreri, gli spari contro il bar di Roberto Spada e contro la porta di casa di Silvano Spada

Un escalation di violenza che si doveva fermare perché rischiava di bloccare gli affari. E se da un parte Casamonica e l'avvocato Gargano "ricoprivano il ruolo di plenipotenziari del clan Spada", dall'altra Piscitelli "rappresentava gli interessi del gruppo capeggiato da Barboncino", spiega il gip Cappiello. L'avvocato "svolgeva il ruolo fondamentale di trait d'union tra Spada e Fabrizio Piscitelli (suo amico e assistito)".

"Questa cosa di Ostia è importante"

Durante il summit, Diabolik chiedeva così a Gargano di scrivere una lettera da consegnare anche a Ottavio Spada detto Marco, in carcere a Rebibbia e in piena rivalità con Barboncino. "Gliene ho parlato a Romolo", rispondeva l'avvocata 35enne "dimostrando di aver compreso il tema", secondo il Gip.

Una trattativa che, secondo i presenti, avrebbe dovuto coinvolgere anche un altro legale di fiducia di Spada che Piscitelli indica come "il matto", ribadendo alla Gargano che "questa cosa di Ostia è importante" e che lui e Casamonica "si stavano esponendo".

E così, mentre l'avvocato Gargano annuiva, Piscitelli ribadiva ancora la necessità che 'il matto' parlasse con Ottavio per siglare l'accordo di pace. "Però poi devono fare i bravi davvero", incalzava Salvatore Casamonica. "Ti ripeto Fabri sappi che io e te ci stiamo mettendo in mezzo per fare da garanti eh!". "Sui miei ti metto tutte e due le mani sul fuoco", la pronta risposta di Diabolik. Stretta di mano e patto siglato, il tutto anche grazie all'aiuto dell'avvocato. 

La fine della guerra ad Ostia

Il pato siglato a Grottaferrata sancì così la pace ad Ostia che "contribuiva al consolidamento e alla conservazione delle capacità operative del clan Spada in quanto consentiva il raggiungimento di un accordo con il sodalizio criminale avverso e, per l'effetto, la cessazione degli atti intimidatori ai danni degli Spada".

Un accordo così solido tanto da essere "rispettato anche dopo il 25 gennaio 2018, quando il clan Spada subiva un nuovo e durissimo colpo a causa dell'arresto dei capi e di numerosi sodali" nell'operazione Eclissi, si legge. 
 

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