Morte Desirée: arrestato quarto uomo, nascondeva 11 chili di droga e una pistola giocattolo

Yusif Salia si nascondeva a Foggia. La polizia è ora sulle tracce di eventuali altri complici e responsabili

E' Yusif Salia, il quarto uomo arrestato ritenuto responsabile della morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna Latina trovata senza vita venerdì scorso in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, in via dei Lucani. E' un cittadino del Gambia. La Polizia, dopo aver fermato Mamadou Gara di 27 anni, Brian Minteh di 43 anni e Chima Alinno di 46 anni, ha trovato un altro componente del branco. 

Arrestato Yusif Salia per la morte di Desirée

Yusif Salia, 32 anni, si nascondeva in Puglia, a Foggia. L'uomo si era rifugiato nell'area cosiddetta 'Ex Pista', chiamata così perché occupa una lingua di terra in passato inglobata nell'aeroporto militare, che ospita un agglomerato di lamiere precario e fatiscente che ha soppiantato il Cara e in cui molti stranieri trovano un luogo in cui vivere.  

Anche per lui le accuse sono quelle di "omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti". Il Ministro Matteo Salvini, su Twitter ha così commentato: "Si tratta (guarda caso) di un immigrato clandestino. Per lui, come per gli altri tre, carcere duro e a casa! Ringrazio la Procura e le Forze dell'Ordine per la rapidità e l'efficacia".

Il video dell'arresto a Foggia

Yusif Salia trovato in una baracca e con 11 chili di droga

Il gambiano è stato trovato grazie alle indagini della Polizia riuscita a risalire alla cellula telefonica, intercettando così il suo cellulare, localizzandolo. Trovata la baracca dove si nascondeva i poliziotti hanno fatto irruzione, bloccandolo. Subito dopo la cattura è stata effettuata una perquisizione all'interno dell'alloggio di fortuna. 

All'interno sono stati trovati 11 chili di marijuana, divisi in 50 pacchi, 194 grammi di hashish, divisi in 3 "pezzi", 122 grammi di resina e 4 dosi di metadone. Inoltre è stata trovata una pistola giocattolo e un bilancino di precisione. Tutto lo stupefacente, secondo gli inquirenti, era "nell'esclusiva disponibilità di Yusif Salia che si trovava solo nella baracca". Attualmente è trattenuto nella casa circondariale di Foggia. Per lui c'è anche l'accusa di "detenzione ai fini di spaccio di stupefacente". 

Le indagini sulla morte di Desirée Mariottini

La polizia è ora sulle tracce di eventuali altri complici e responsabili. Secondo quanto emerso fino ad ora dalle indagini della Squadra Mobile, la 16enne sarebbe stata drogata fino ad arrivare all'incoscienza, poi violentata mentre era incosciente e infine uccisa. Questa è l'ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori. 

Secondo la polizia i responsabili avrebbero somministrato a Desirée sostanze stupefacenti e ne hanno abusato così "cagionandone la morte" avvenuta nella notte del 19 ottobre. In quel lasso di tempo, mentre dallo stato di incoscienza si passava alla morte, si sarebbero consumati gli abusi.  

Le ultime ore di Desirée, il racconto dei testimoni

Di certo c'è che nel pomeriggio del 17 ottobre Desirée, che vive a Cisterna di Latina, ha chiamato la nonna riferendole di "aver preso l'autobus" e che sarebbe "Rimasta a Roma da un'amica". Il 18 ottobre, intorno alle 4 di mattina circa, un testimone ha dichiarato di averla vista davanti allo stabile di via dei Lucani. Quindi qui, secondo le indagini della Polizia, un gruppo di persone, tra cui i tre fermati, ha somministrato un mix di droghe alla minorenne, riducendola in stato di incoscenza, per poi abusarne sessualmente. 

Quindi un altro testimone: "Quella notte ero nel palazzo. Ho visto Desirée stare male. Era per terra e aveva attorno 7-8 persone. Le davano dell'acqua per farla riprendere", ha detto ieri all'Ansa dicendo di essere stato ascoltato in Questura. Il teste racconta anche che quella notte, attorno all'una, "qualcuno chiamò i soccorsi". I soccorritori arrivano ma Desirée Mariottini era già morta.  

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Commenti (2)

  • questi non avremmo dovuto proprio accoglierli. sono bestie e non è perché sono nelle bidonville. Loro non hanno scusanti ma è pur vero che noi non siamo in grado di gestire la cosa.

  • Accogliamo tutti e poi li lasciamo nelle bidonville. Ma che c***o di politica di accoglienza è ? Cui prodest ?

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