Inquinamento Tevere: indagati i responsabili del depuratore Roma Nord

Volge al termine l'inchiesta avviata dopo il sequestro del depuratore Acea Ato2: indagati i responsabili dell'impianto

Nel giugno del 2011 il depuratoreAcea Ato 2 di Roma Nord fu sequestrato in esecuzione ad un decreto emesso dal Gip del Tribunale di Roma. Ora a più di un anno di distanza l'inchiesta sui sversamenti nel Tevere di acqua non trattate sembra arrivare alla fine.  

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I Pm Rosalia Affinito e il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari hanno iscritto nel registro degli indagati tre persone, i responsabili Acea dell'impianto che sono accusati di inquinamento delle acque e di frode di forniture pubbliche. Infatti, secondo gli inquirenti la malagestione del depuratore oltre a causare l'inquinamento del fiume ci sarebbe il costo delle inefficienze che ogni mese i cittadini continuano a pagare nelle bollette per la “fognatura” e “depurazioni”.

Infatti, L'inchiesta è nata sulla sulle indagini della Forestale che documentava lo sversamento nel fiume Tevere di acque reflue non correttamente depurate, perché addizionate di fanghi non sottoposti ai previsti trattamenti. Ora, con la fine delle indagini, le perizie scientifiche avrebbero confermato che il depuratore Acea Ato 2 di Roma Nord sversava nel Tevere acque non trattate contenenti anche fanghi tossici o lavorate solo in parte.

Acea Ato2, quando fu sequestrato il depuratore diffuse una nota in cui smentiva lo sversamento: "In merito ai livelli di servizio erogato - aggiunge - è importante sottolineare che l'impianto di depurazione di Roma Nord ha sempre garantito standard di efficienza depurativa elevatissimi; ben oltre i limiti imposti dalla Provincia di Roma nell'autorizzazione allo scarico. Il dato è attestato dai numerosissimi controlli (oltre 1.000 di routine, tra analisi di esercizio eseguiti dal laboratorio interno e quelli di controllo da laboratorio certificato, rispetto ai 12 richiesti da normativa come autocontrollo) effettuati sulla qualità dello scarico ed eseguiti annualmente da laboratori specialistici e qualificati, come da Arpa Lazio. L'impianto è regolarmente autorizzato a ricevere liquami e fanghi da altri impianti civili di piccole dimensioni, e l'apporto giornaliero di tali liquidi - mediamente valutabile nello 0,03% della portata trattata - rientra ampiamente nelle potenzialità depurative dell'impianto". Acea Ato 2, pertanto, "nega che sia mai avvenuto il presunto sversamento di fanghi al Tevere e che vi sia stata una frode nei confronti degli obblighi derivanti dalla convenzione di gestione. L'insussistenza di reali condizioni di pericolo per l'ambiente è testimoniata dal fatto che il provvedimento di sequestro consente lo svolgimento della normale attività di gestione dell'impianto, ad eccezione del conferimento di liquami dai depuratori minori, in attesa che si faccia piena luce sul caso".
 

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