A Bufalotta gli uffici diventano case: l'ultima eredità della giunta Alemanno

Si tratta di un cambio di destinazione d'uso del 30% da non abitativo ad abitativo. In totale, oltre un milione di metri cubi di case e 900 mc di uffici

Case al posto di uffici a Bufalotta per un totale di oltre un milione di metri cubi. È questa una delle eredità lasciate alla Capitale dalla giunta Alemanno che in una delle sue ultime sedute, quella del 5 aprile 2013, ha approvato la delibera 127 che in base al Piano casa regionale concede un cambio di destinazione d'uso del 30% da non abitativo ad abitativo a un intervento urbanistico della società Porta di Roma srl, alla centralità Bufalotta, su terreni di proprietà di Idea Fimit sgr e di Fabrica sgr. Il 12 luglio del 2013 la convenzione urbanistica è stata pubblicata sull'albo pretorio del comune.

In totale, 1 milione 178 mila 91 metri cubi di abitazioni (56% dell'intero intervento) a fronte di 924.395 non residenziali. Nuove case che verranno realizzate non molto distante dagli 84mila metri cubi, 270 appartamenti in tutto, di un altro intervento urbanistico che molto ha fatto discutere i residenti nei mesi scorsi: le 'Case dell'aeronautica'. In cambio di questa 'concessione', i costruttori dovranno versare al Comune di Roma circa 10 milioni e 300 mila euro anche se la cifra definitiva dovrà essere stabilita dall'Assemblea capitolina.

A chiedere la modifica Porta di Roma srl per conto di due società di gestione del risparmio che attraverso dei fondi comune di investimento sono anche proprietarie dei terreni su cui verranno realizzati i palazzi. Si tratta di Fimit sgr, partecipata per il 64% da Dea Capital, per quasi il 30% dall'Inps e per il 6% dall'ente previdenziale privatizzato Enasarco, e di Fabrica sgr, che vede come soci con quote uguali (49,99%) la Fincal spa, riconducibile al gruppo Caltagirone, e la Banca dei Monte dei Paschi di Siena spa, e con una quota di minoranza, lo 0,02%, in  mano ad Alessandro Caltagirone.

Secondo i proponenti il 'mix funzionale' fissato dal Piano regolatore di Roma con destinazione d'uso non residenziale pari al 63% “costituisce un grave elemento di criticità per la completa attuazione” della centralità di Bufalotta, si legge nella delibera. Invece, con la Convenzione urbanistica, la percentuale destinata a 'uffici' è stata abbassata a 44%. Come a dire, non costruire case non conviene. Lo spiegano anche nella delibera: con la crisi gli investitori non sono più interessati a “destinazioni non residenziali”. Così via libera alle case.

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