Sgombero Baobab: decreto di espulsione per 24 migranti, rilasciati gli altri 108

L'assessora Laura Baldassarre: "La Sala Operativa Sociale prosegue lavoro per aventi diritto"

Le operazioni di sgombero del Baobab

Ventiquattro migranti raggiunti da un decreto di espulsione e 108 transitanti rilasciati. Questo quanto comunica la Questura di Roma in merito alle verifiche effettuate sui 132 stranieri sgomberati dal Baobab alla Stazione Tiburtina (qui il video). Questi, tutti uomini, provenienti dagli stati africani di Mali, Niger, Gambia, Senegal, Sudan, Libia, Tunisia, Egitto, Somalia, Eritrea e Costa D’Avorio a seguito dello sgombero dell’insediamento abusivo di piazza Maslax, sono stati portati all’Ufficio Immigrazione di via Patini a Tor Sapienza per verificarne la posizione sul territorio nazionale.

Di questi 108, al termine degli accertamenti, sono stati rilasciati poiché in possesso di titoli che ne consentono il regolare soggiorno sul territorio nazionale. 24 stranieri, di cui è stata accertata l’irregolarità sul territorio nazionale, sono stati muniti di decreto di espulsione.

Per 4 di questi è stato disposto l’accompagnamento presso i Centri di Permanenza e Rimpatrio di Trapani e Potenza. Al termine delle operazioni, l’area è stata riconsegnata alla Rete Ferroviaria Italiana - RFI, per la successiva bonifica.   

In relazione allo sgombero del Baobab è intervenuta anche l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassare (qui l'intervista a RomaToday), che in una nota stampa spiega: "Soltanto dalla scorsa settimana sino a oggi la Sala Operativa Sociale ha effettuato 336 colloqui e ha accolto 139 persone presenti nell’insediamento dietro la stazione Tiburtina. Roma Capitale ha quindi formulato una proposta di accoglienza a tutti gli aventi diritto".

"Si tratta di un lavoro già avviato da tempo e durato quasi due anni. Da febbraio 2017 a settembre 2018 erano già stati effettuati 609 colloqui e formulate 245 offerte di accoglienza, ma soltanto 90 persone avevano accettato - prosegue l'assessore della Giunta Raggi -. Un intervento assicurato grazie alla presenza di un infopoint itinerante composto dalla Sala Operativa Sociale e da mediatori culturali".

"Il lavoro della Sala Operativa Sociale sta proseguendo in queste ore per continuare a garantire accoglienza e supporto a tutti gli aventi diritto. Nel complesso si tratta di un lavoro reso possibile grazie al contributo di tutti: gli operatori, le associazioni, i comitati di zona, Municipio II, Municipio IV. La sinergia tra pubblico e privato sociale - conclude Baldassare - rappresenta infatti una salda garanzia per la tutela dei diritti umani. Accettare le proposte degli operatori è determinante: il circuito di accoglienza di Roma Capitale è l’inizio di un percorso che consente l’affrancamento dalla condizione di fragilità e il raggiungimento dell’autonomia". 
 

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