Bimbo di 18 mesi da un ospedale all'altro con il labbro sanguinante: "Qui non possiamo medicarlo"

Curabile in pochi minuti al pronto soccorso generale, la famiglia l'ha dovuto portare dall'altra parte della città, perché a Tor Vergata gli hanno detto che serviva un ps pediatrico. A diffondere la storia è l'Associazione Avvocato del Cittadino

Un anno e sei mesi, una ferita sanguinante al labbro, e una corsa in ospedale dall'altra parte della città, pur avendo un nosocomio dietro casa, senza alcun motivo. E' la storia di Daniele e di una piccola disavventura, senza conseguenze per fortuna, ma sufficiente a esaltare le storture del sistema sanitario romano. A diffonderla è l'associazione Avvocato del Cittadino. 

LA STORIA - Sabato sera Daniele, giocando, si procura una profonda ferita al labbro. I genitori lo portano subito al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata, che li avverte però che la struttura non è dotata di pronto soccorso pediatrico. Dovevano dovuto scegliere se recarsi da soli in un altro ospedale dotato di tale servizio o se farlo trasportare da loro con un ambulanza al Bambino Gesù. Vanno da soli con la loro auto all’Umberto I, dotato di ps pediatrico. Peccato che non servisse. 

Il piccolo Daniele è stato medicato in pochi minuti, e dopo una brevissima fila. Ma soprattutto, l'operazione non necessitava di un pronto soccorso per bambini. Racconta Avvocato del Cittadino: "Il personale dell’ospedale ha spiegato ai genitori che al ps pediatrico vengono seguiti bambini affetti da malattie. Per le ferite, come quella riportata da Daniele, l’assistenza viene prestata nell’area di emergenza generale, dove tra l’altro, i bambini hanno la precedenza. 

Dopo la medicazione al labbro, i genitori, potevano poi scegliere se far rimanere il piccolo per precauzione al ps pediatrico per tenerlo sotto osservazione per il colpo subito alla testa o se portarlo a casa e monitorare direttamente loro la situazione, seguendo le istruzioni fornitegli dal personale medico".

Morale della storia: un bimbo di un anno e sei mesi con una ferita aperta sul labbro e la sua famiglia, con un ospedale a 5 minuti da casa, hanno dovuto attraversare la città, di notte, per una semplice medicazione eseguibile in un’area di emergenza generale.

LA SMENTITA DEL POLICLINICO TOR VERGATA

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