Dici "Dolce Vita" e viene in mente Fellini, il lusso, via Veneto, i bar e i ristoranti d'alto bordo, un punto di riferimento per romani e turisti, immortalato nell'iconografia della città eterna quasi fosse un
colorato e sfavillante monumento moderno. Mai verrebbe da pensare che dietro il simbolo, il pezzo pregiato, di tutto questo "splendore", il Cafe' de Paris, ci possa essere un modestissimo e insospettabile
barbiere dell'Aspromonte. Eppure è così.
La mano della 'Ndrangheta ha scelto la
Dolce Vita della Capitale e, secondo gli inquirenti, aveva affidato il suo pezzo pregiato, il
Cafe' de Paris, a
Damiano Villari da
Santo Stefano di Aspromonte, insospettabile barbiere che portava avanti un locale che gli uomini della Dda di Reggio Calabria stimano valere
55 milioni di euro.
Villari è considerato uno degli uomini del
clan Alvaro, gestito da
Vincenzo Alvaro che da Cosoleto, in provincia di Reggio Calabria, ha impiantato il suo clan all'
Eur. Da qui gestiva una serie di attività tra le più in vista della città, tutte nella zona della Dolce Vita e tutte
sequestrate oggi dai carabinieri del Ros. Tra le attività commerciali sequestrate oltre ai due prestigiosi ristoranti Café de Paris e Georgés, risultano anche numerosi bar e tabaccherie, sempre nella zona del centro storico della capitale.
Damiano Villari è anche stato al centro delle cronache. Nel giugno del 2006
aggredì la cassiera del locale, una donna originaria della Calabria e madre di due figli, tentando di violentarla. Secondo l'accusa, se lei "fosse stata con lui", avrebbe detto alla donna il proprietario del Café, le avrebbe concesso giorni di permesso supplementari. La sentenza per questo tentato stupro arriverà l'
11 gennaio prossimo.
povero Fellini....
si starà rigirando nella tomba!!!!!
barbieri e barbieri
chi si meraviglia del fatto che un barbiere non possa acquistare un immobile da più di 50mila euro vuol dire che non ha mai visto il listino prezzi di uno shampoo&capelli dalle parti di reggio calabria