Caso Cucchi, chiusa l'inchiesta: cadono tutte le accuse per omicidio

In 13 rischiano il processo. Cadute sia per gli agenti di polizia penitenziaria che per i medici le ipotesi di reato di omicidio colposo e preterintenzionale

di Redazione 30/04/2010
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    Stefano Cucchi non è stato ucciso. Per ora è questa la conclusione dell'inchiesta della procura di Roma. Lo si evince dai capi di imputazione recapitati al termine dell'indagine. In tutto gli indagati sono 13, quattro in più rispetto all'apertura dell'indagine. I pubblici ministeri Vincenzo Barba e Francesca Loi hanno depositato oggi gli atti del procedimento in base a quanto previsto dall'art. 415 bis del codice di procedura penale. Si tratta della procedura che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati che quindi rischiano tutti il processo.

    Queste le accuse: "Lesioni e abuso di autorità per i tre agenti penitenziari accusati del presunto pestaggio di Stefano Cucchi; favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsità ideologica, a seconda delle singole posizioni, per dieci tra funzionari della pubblica amministrazione, medici ed infermieri dell'ospedale Sandro Pertini". Cadute quindi per tutte le ipotesi di reato di omicidio colposo e preterintenzionale.

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    Questi gli indagati: si tratta di sei medici del Pertini (Aldo Fierro, Silvia Di Carlo, Bruno Flaminia, Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite, Rosita Caponetti), 3 infermieri (Giuseppe Fluato, Elvira Martelli e Domenico Pepe), 3 guardie carcerarie (Minichini Nicola, Corrado Santantonio e Antonio Domenici , e un funzionario del provveditorato regionale amministrazione penitenziaria (Claudio Marchiandi).

    2 Feed
    Avatar anonimo di Alessandro

    Che Dio Faccia giustizia

    Alessandro:

    Che Dio faccia giustizia, se non sono in grado di farla gli uomini. Mi duole il cuore al pensiero di Stefano e della sua famiglia.

    l' 1 maggio del 2010 segnala
    Avatar anonimo di Ginoska

    Merdeeeeee!!!

    Ginoska:

    Che merde, quale impulso può spingere ad uccidere così????Questa è gente pericolosa che viene fatta passare per eroica!!!
    Non sanno fare il lavoro per il quale hanno prestato giuramento, c'è da avere paura.

    il 30 aprile del 2010 segnala 2 risposte chiudi
    Avatar anonimo di www

    R: Merdeeeeee!!!

    www:

    quando si parla si dovrebbe contare fino a 10 ma per te forse fino a 100 visto che come si dice sempre "non si deve fare di tutta un erba un fascio" ..... spero che ti accada qualcosa, così poi, evita de chiama le merde pe datte una mano.... tu sei così forte e sapraii affrontare tutto.... smettila .... ed impara che è facile sparare sentenze senza sapere veramente cosa è successo

    l' 1 maggio del 2010 segnala 1 risposta chiudi
    Avatar anonimo di Pippo

    R: R: Merdeeeeee!!!

    Pippo:

    Cucchi/ SAPPE: Inaccettabili insinuazioni su agenti penitenziaria

    "Dolore per sua scomparsa,ma bisogna raccontare tutta la verità"

    Roma, 30 apr. (Apcom) - "Non possiamo che condividere il dolore dei

    familiari del giovane Cucchi, ma non possiamo in alcun modo accettare

    perlomeno fino a quando non dovesse essere dimostrato in maniera

    inconfutabile il contrario le continue insinuazioni che vengono riportate dalla

    stampa sulle responsabilità dirette dei nostri colleghi nella morte di questo

    giovane". Così in una nota Donato Capece, segretario generale del SAPPE

    (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), sulle dichiarazioni della sorella di

    Stefano Cucchi.

    "Al di là del dolore dei familiari del povero Cucchi e del loro sacrosanto diritto

    a sapere quello che è realmente successo al loro congiunto, riteniamo

    assolutamente deprecabile ogni forma di strumentalizzazione politica e

    mediatica di questa drammatica vicenda", dice Capece. "Il racconto dei fatti e

    degli sciagurati accadimenti che hanno riguardato Stefano Cucchi non

    possono prescindere, per onestà intellettuale e deontologica di chi ha il dovere

    di indagare sulla vicenda dal punto di vista parlamentare, amministrativo,

    politico o giornalistico di evidenziare, con la stessa rilevanza di altri aspetti,

    che il giovane Cucchi era dedito allo spaccio di stupefacenti, vittima della

    droga lui stesso, soggetto a episodi di epilessia, dal carattere difficile (fino al

    punto di avere problemi relazionali con gli stessi familiari) e che entrava ed

    usciva dagli ospedali, spesso a seguito di eventi traumatici".

    "Con grande rammarico ci siamo resi conto, invece, che dalle cronache

    giornalistiche è completamente sparito ogni riferimento ai problemi giudiziari

    e di tossicodipendenza del ragazzo che, pian piano è diventato soltanto il

    geometra Cucchi", prosegue il segretario del SAPPE, per il quale "è

    indispensabile che vengano raccontati tutti gli aspetti della vita di Stefano

    Cucchi, non per morbosità o per disonorare il ricordo dello sfortunato

    ragazzo, perché essenziali per la ricostruzione di quanto accaduto il 16 ottobre

    al fine di evitare che vengano attribuite ingiuste responsabilità a chi ha

    solamente adempiuto al proprio dovere. Questo non è stato fatto dal senatore

    Marino che ha omesso di informare l'opinione pubblica di elementi

    fondamentali in questa vicenda".

    "Ci si riferisce, in particolare, al fatto che Stefano Cucchi, negli ultimi nove

    anni, recatosi al pronto soccorso per ben 17 volte gli sono stati prescritti

    ricoveri ospedalieri, dettagliatamente descritti da pagina 28 a pagina 37 della

    perizia consegnata dai consulenti del pubblico ministero quasi tutti a seguito

    di eventi traumatici quali cadute dalle scale, risse o aggressioni. Ci si riferisce,

    ancora più in particolare, al fatto che appena quindici giorni prima lo stesso

    Cucchi era stato ricoverato al pronto soccorso per numerosi traumi contusivi

    subiti (a suo dire) a seguito di un presunto incidente stradale".

    "Come abbiamo sempre sottolineato fin dall'inizio di questa vicenda abbiamo

    piena fiducia nell'operato della magistratura. Soprattutto, riteniamo

    importante il lavoro della magistratura, al fine di individuare se ci sono

    responsabili della morte di Stefano Cucchi. Nessuno - conclude Capece - ha

    bisogno di un colpevole a tutti costi, questo non gioverebbe a nessuno, né ai

    familiari, né alle istituzioni e all'opinione pubblica, né, tanto meno, a coloro

    che ingiustamente potrebbero essere ritenuti responsabili di fatti che non

    hanno mai commesso".

    l' 1 maggio del 2010 segnala