CasaPound sfila in Prati: "La nostra idea diventa azione"

In 10.000 da Piazza Mazzini a Ponte Milvio. Slogan contro il governo Monti e le banche. Iannone: "Il nostro modello è Mussolini"

Definitivamente sdoganati. Parliamo dei 'fascisti del terzo millenio' di Casapound che oggi hanno invaso le strade di Prati, autorizzati da Questura e avallati dal silenzio del sindaco Gianni Alemanno. Una manifestazione a suo modo storica che ha mostrato alla città quanto il movimento di Casapound abbia assunto dimensioni di tutto rispetto.

In 10.000 infatti hanno sfilato da Piazza Mazzini a Ponte Milvio. Un serpentone lungo, lunghissimo, colorato dalle bandiere con la tartaruga (simbolo dell'associazione) e ingrossato ulteriormente dalla straordinaria precisione delle file costruite dal servizio d'ordine. File da cinque, divise da 10 metri, capaci tutte insieme di raggiungere oltre due chilometri lunghezza. Due chilometri di bandiere, torce da stadio, musica e cori, lanciati dai vari leader e urlati e cantati dai militanti leggendo un foglietto distribuito prima della manifestazione (foglio/spartito che serve - ci hanno spiegato gli organizzatori - per evitare cori e canzoni con contenuti fascisti, fatto che comporterebbe lo stop al corteo).

CORI CONTRO IL GOVERNO MONTI - Colori, fumogeni e bandiere ma non solo. Non sono infatti mancati i contenuti nel lungo corteo. Bersagli principali il governo Monti e chi lo sostiene, partiti politici e banche. Non a caso ad aprire il corteo c'era la gigantografia raffigurante Fornero, Monti, Bersani e Alfano, accompagnati dalla scritta "Fateli piangere". Monti vattene il coro più gettonato, il mutuo sociale l'idea più volte ribadita e che si vuole far diventare azione.


GLI STRISCIONI - Dopo la massa di bandiere di CasaPound, il grosso dei manifestanti con i loro striscioni: 'La piu' audace, la più originale, la più mediterranea, la più europea delle idee'. Un altro striscione a richiamare la vicenda dei marò: 'Riprendiamoci i nostri soldati, governo Monti incompetente e vigliacco', e molti altri a toccare uno dei punti più caratterizzanti del programma di CasaPound: 'Stai morendo una rata alla volta: mutuo sociale subito'. Non sono mancati gli slogan contro i sindacati tradizionali: 'Sono servi dei padroni, Cgil, Cisl e Uil, se il lavoro vuoi difendere, da Blu tu devi venir'. Molto ripetuto lo slogan 'Lo scudo e la spada dell'Italia siamo noi', e contro gli amministratori locali di centrodestra: 'Dal Comune alla Regione, il tuo interesse le poltrone, Polverini e Alemanno, stessi impegni, stesso inganno'. 'Se tu entri nel Pdl mangi ostriche e fai il ribelle, se ti tesseri al partito fai gli impicci con Fiorito'.

GIANLUCA IANNONE - Il senso del corteo lo racconta il leader del movimento Gianluca Iannone: "Siamo contro il governo tecnico, non deciso dai cittadini: per risolvere problemi creati dalla Banca mondiale sono stati messi dei suoi esponenti. E' stato un golpe - ha aggiunto - messo in atto da tutti i  partiti. Vogliamo anche affermare che per uscire dalla crisi dovremmo fare come l'Islanda, nazionalizzando le banche. E poi dobbiamo tutelare le fasce più deboli della società. Vogliamo la tutela della sanità, dell'istruzione per il futuro degli studenti". A chi gli chiedeva perché a suo avviso ci fosse bisogno di fascismo nel terzo millennio, Iannone ha risposto: "C'é chi si rifà a Pol Pot, chi a Marx e chi a Ford. Io voglio avere la libertà individuale di rifarmi a Benito Mussolini sia a livello filosofico che per come concepiva lo stato sociale". Iannone ha poi aggiunto: "Ci candideremo alle comunali e alle regionali stiamo mettendo su delle liste importanti. Vogliamo essere in piazza per dimostrare il nostro peso perché qualcuno vuole fare passare l'idea che siamo un gruppetto disorganizzato e sparso. Storace non ci piace e neanche Alemanno. Ci vogliono sempre mettere insieme a qualcuno".

LE POLEMICHE- Un corteo che ancora prima di cominciare aveva trovato la presa di posizione da  parte del presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che aveva definito "Roma peggio di Tel Aviv" chiedendo che venisse vietato il corteo di CasaPound. Sulla polemica Iannone risponde stizzito: "Perché mi chiedete di Pacifici, io voglio parlare del governo Monti e dei suoi tagli, e poi il prefetto ha già risposto anche sulla legge Scelba. Qui non c'é nulla di nostalgico, il nostro è un corteo politico contro il governo tecnico legato alla lobby delle banche. Forse non vogliono farci vedere. Non vogliono che si veda che siamo diversi, che non manifestiamo spaccando le macchine dei padri di famiglia. Siamo una comunità serena e severa".

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