Coronavirus, tre casi a Fiumicino e due scuole chiuse. Il sindaco: "La città non si fermerà"

"La priorità è la salute dei cittadini" rassicura il sindaco Montino, poi frena allarmismi e panico: "Non abbiamo qui un focolaio"

Il sindaco Esterino Montino in conferenza stampa (Foto Ansa)

Due scuole chiuse per precauzione, un lavoro di mappatura dei contatti dei contagiati, e l'appello a mantenere la calma ripetuto a gran voce. Già, in queste ore il sindaco Esterino Montino ci tiene soprattutto a tranquillizzare e a evitare che nel Comune alle porte di Roma dilaghi il panico. A Fiumicino sono stati rilevati tre casi di Coronavirus, tutti all'interno dello stesso nucleo familiare. 

Chi è stato contagiato

La prima contagiata in ordine temporale è una donna di 40 anni. Tornata dalla Lombardia intorno al 20 febbraio, si era messa in quarantena volontaria, poi ha accusato lievi sintomi influenzali ed è stata ricoverata allo Spallanzani dove ha fatto il test. Poi, a catena, il virus ha contagiato il marito e la figlia più grande di 10 anni, risultati positivi ai tamponi effettuati all'ospedale romano. 

Due scuole chiuse

In seguito a quanto emerso, il sindaco Montino ha deciso di chiudere in via precauzionale fino al 9 marzo la scuola elementare Rodano, quella frequentata dalla bambina, e la vicina media Segré, entrambe dell'istituto comprensivo Colombo. 

"La scuola dell’Infanzia L’isola dei Tesori in via Coni Zugna rimarrà invece aperta per decisione della task force sanitaria" ha comunicato il primo cittadino. "Proseguirà dunque la propria attività tenendo presente che il bambino che la frequentava (il figlio minore della donna, ndr) è risultato negativo al Covid-19. Non c’è alcuna prescrizione neppure per la Scuola dell’Infanzia L’Aquilone".

La mappa dei contatti 

Intanto è a lavoro una task force regionale nella sede del Comune di Fiumicino per ricostruire la mappa dei contatti avuti in questi giorni dalla famiglia. La donna, lo ricordiamo, si era messa in quarantena volontaria appena rientrata dal bergamasco, intorno al 20 febbraio, accusando lievi sintomi influenzali. 

Da precisare che essendo il contagio partito dalla donna, ed essendo la donna rientrata da una zona a rischio, i tre casi non sono con ogni probabilità riconducibili a un focolaio sul territorio ma a quelli già presenti nel nord d'Italia. 

"Appello a mantenere la calma"

"Ribadisco il mio appello a mantenere la calma – afferma Montino – a non drammatizzare. I medici e gli scienziati ci hanno spiegato tutto, seguiamo le loro indicazioni in modo scrupoloso, evitando iniziative autonome che possano creare tensione. La priorità è e resta quella della salute di tutti i cittadini, ma non bisogna cadere nel panico". E ancora: "La città non può essere fermata e non si fermerà". 

Niccolò torna a casa

Si è invece conclusa dopo due settimane la quarantena di Niccolò, il 17enne di Grado rientrato il 15 febbraio da Whuan e rimasto bloccato giorni in Cina con sintomi influenzali e le autorità che non lo facevano partire, nonostante sia sempre risultato negativo al virus. "È un momento emozionante, finalmente lo riportiamo a casa" ha detto la mamma di Niccolò, abbracciando il figlio appena dimesso dallo Spallanzani di Roma al termine dei 14 giorni di isolamento.

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Riassumendo, al momento, i casi nel Lazio sono tre, tutti a Fiumicino e all'interno dello stesso nucleo familiare e innescati da un contagio avvenuto nel nord d'Italia. Sempre nel Lazio, lo ricordiamo, ci sono state tre guarigioni in questi ultimi giorni, la coppia di turisti cinesi proveniente dall'area del focolaio in estremo oriente, e un ricercatore italiano di 39 anni. 

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