Cori razzisti a Lazio Novara: tifosi smentiscono. La società: "Rischio psicosi"

Accertamenti da parte della Digos di Roma attraverso la visione delle registrazioni delle telecamere

Immagine di repertorio

È arrivato il momento di affrontare il tema della psicosi, riguarderà tante altre squadre in futuro". Sono le parole del portavoce della SS Lazio Arturo Diaconale, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky al termine dell'incontro di Coppa Italia vinto per 4 a 1 all'Olimpico contro il Novara (qui la cronaca della partita). A macchiare la vittoria "presunti cori" razzisti e antisemiti, intonati da uno sparuto gruppo di tifosi dallla curva Nord della Lazio. Sui fatti, come da prassi, stanno svolgendo indagini gli agenti della Digos di Roma attraverso la visione delle registrazioni delle telecamere dello stadio. 

A denunciare i cori i giornalisti Rai presenti allo stadio Olimpico di Roma: ‏"Cori razzisti,antisemiti e contro la polizia all'Olimpico. Una minoranza da cui però gli altri tifosi non si sono dissociati. Nessun provvedimento preso dall'arbitro Abbattista, ma non si può continuare a far finta di niente. Ne va della credibilità del nostro calcio #LazioNovara", scrive sul proprio profilo twitter Enrico Varriale.

Inevitabile il polverone, con le agenzie di stampa a riprendere le dichiarazioni dei giornalisti Rai. La Lazio vince in scioltezza, ma la notizia dei cori razzisti macchia la giornata di festa sportiva. Forte la reazione dei tifosi, indignati dal clamore mediatico. Molti dei quali smentiscono categoricamente i fatti. Centinaia i messaggi di sdegno sui social, in primis contro la categoria della stampa.

Fra i primi a smentire la notizia Giuseppe Cangemi, vicepresidente del Consiglio regionale della Regione Lazio: "Gli unici cori offensivi che si sino levati all'Olimpico sono stati quelli dei tifosi del Novara contro la Lazio e il presidente Lotito. Ero allo stadio, abbiamo assistito alla partita in assoluta tranquillità e non abbiamo sentito cori razzisti. Ormai siamo a un vero e proprio accanimento contro la società biancoceleste e i suoi tifosi".

A fornire la versione ufficiale della SS Lazio sono poi arrivate le parole di Arturo Diaconale: "La squadra quest’oggi non ha risentito della sosta mettendo in campo una grande prova. Il problema quest’oggi (ieri ndr), però, è sorto da episodi marginali al match che rischiano di diventare un danno oggettivo per la squadra e per la Società. È arrivato il momento di affrontare il tema della psicosi, riguarderà tante altre squadre in futuro".

"Questo fenomeno - ha proseguito Diaconale ai microfoni di Lazio Style Channel - consente a piccoli gruppi o a qualche individuo di avere una visibilità che non merita creando tensioni ingiustificate. La Lazio chiederà registrazioni in casi di questo tipo. Nessuno oggi conosce l’entità di questi presunti cori e ci dobbiamo attenere all’udito di chi li ha percepiti, non li metto in discussione ma non possiamo accettare dei fenomeni di condanna collettiva per episodi del tutto marginali". 

"Io di cori non so niente, allo stadio non c'ero, sono diffidato... Però nessuno mi ha chiamato, nessuno mi ha detto niente e a dire la verità che ci siano cori a Lazio-Novara mi pare strano... Se poi uno sente il tifoso accanto dire una cosa e dice che sono i cori della curva...". E' quanto ha poi detto all'Adnkronos il capo degli Irriducibili della Lazio Fabrizio 'Diabolik' Piscitelli. 

"I tifosi della Lazio - aggiunge Piscitelli - oramai sono un bersaglio facile ma noi ci siamo stufati. Andremo sempre controcorrente, tanto chiunque si alza può dire di tutto di noi. Addirittura, quando hanno fatto i manifesti contro di noi hanno detto che ce li siamo fatti da soli... Che c'è da dire? Se sei indifendibile, non ti difendi nemmeno". "Comunque - tiene a sottolineare Diabolik - non è che i cori mi scandalizzino. Non è reato fare i cori. E il calcio, purtroppo, e dico purtroppo, non è il rugby".

I cori razzisti sarebbero stati lanciati al 30' del primo tempo della sfida vinta dai biancocelesti per 4 a 1. "Giallorosso ebreo" e "questa Roma qua sembra l'Africa", con cori anche contro le forze dell'ordine. Allo stadio erano presenti 13 mila spettatori, i cori sono stati intonati da un ristretto gruppo della curva e nel 'semideserto' degli spalti l'eco è stato evidente. 

Una settimana complicata per il calcio romano che ha visto protagonisti in negativo alcuni pseudotifosi sia della Roma che della Lazio. I laziali a causa della guerriglia a cui hanno dato vita alcuni ultras biancocelesti durante i festeggiamenti per i 119 anni della società biancoceleste (qui il video). 

Razzismo ed antisemitismo che nel calcio romano, come detto, sono purtroppo bipartisan. La stessa notte dei festeggiamenti in piazza della Libertà nelle zone di Prati e Balduina i romanisti tappezzarono le strade di manifesti vergognosi con la scritta: "Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori. Stesse bandiere. Merde" (qui la notizia), con gli stessi rivendicati da pseudotifosi giallorossi della Balduina

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