Morte Desirée, il Gip convalida i tre fermi. La difesa di un accusato: "Era una bambina, mai toccata"

Il magistrato si è riservato di decidere nelle prossime ore in merito all'emissione della misura cautelare

Il Gip Maria Paola Tomaselli ha convalidato il fermo dei tre indagati per la morte e lo stupro di Desirée Mariottini, a cui si aggiunge una quarta persona scovata nel pomeriggio di venerdì in provincia di Foggia. Il giudice si è riservato di decidere nelle prossime ore in merito all'emissione della misura cautelare. La decisione dopo tre ore ore di interrogatori nel carcere di Regina Coeli, dove sono stati condotti i tre extracomunitari accusati dell'omicidio e dello stupro di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina, trovata morta una settimana fa in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo. 

La difesa di uno dei fermato 

"Non mi sarei mai permesso neanche di toccare Desirée perché si vedeva che era una bambina". E' quanto avrebbe riferito al suo difensore il nigeriano Alinno Chima, uno dei tre fermati per  l'omicidio e lo stupro di Desirée Mariottini, che oggi si è avvalso  della facoltà di non rispondere. "Il mio assistito - ha riferito il legale difensore - oggi ha deciso di  avvalersi della facoltà di non rispondere perché non è in grado di capire di che cosa è accusato".

Gip convalida tre fermi per la morte di Desirée 

La convalida del fermo riguarda due cittadini senegalesi, Mamadou Gara, 27 anni e Brian Minteh, 43 anni, ed il nigeriano di 46 anni Alinno Chima.  Oltre che di omicidio volontario e violenza sessuale i tre rispondono anche di cessione di sostanze stupefacenti. Stessi reati contestati al quarto fermato, Yusif Salia, un cittadino ghanese, scovato in provincia di Foggia (qui la notizia) e trovato anche in possesso di oltre 11 chilogrammi di droga. 

Chi sono i tre fermati 

Mamadou Gara, secondo quanto emerso da fonti investigative, aveva un permesso di soggiorno per richiesta d'asilo scaduto ed era stato espulso con provvedimento del prefetto di Roma il 30 ottobre del 2017. Gli inquirenti precisano che, dopo il decreto di espulsione, lo stesso 27enne si era reso irreperibile ma era stato rintracciato dalla polizia a Roma il 22 luglio scorso, ed era in attesa del nulla osta delll'Autorità Giudiziaria per reati pendenti a suo carico. Il suo connazionale Brian Minteh aveva invece presentato alla questura di Roma nell'agosto del 2017 istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Una domanda, la sua, ancora ferma in Questura in attesa di integrazioni della documentazione. Alinno Chima risulta titolare di un permesso di soggiorno per motivi "umanitari" rilasciato il 14 marzo 2016 e scaduto il 13 marzo 2018. I tre avevano tutti precedenti per spaccio. 

Un arresto a Foggia per la morte di Desirée 

Oltre a loro, come detto, è stato arrestato anche un quarto uomo: Yusif Salia, ghanese di 32 anni. Arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti il cittadino africano è stato tradotto presso il carcere di Foggia dopo essere stato trattenuto circa quattro ore in Questura per l'espletamento delle pratiche burocratiche successive all'arresto.

Caccia al resto del branco 

Come ha spiegato il Primo Dirigente della Squadra Mobile di Foggia, Roberto Pititto, in relazione al fermo del 32enne a Borgo Mezzanone:  "Il soggetto sottoposto a fermo di indiziato di delitto, era un soggetto che aveva dimorato presso il CARA di Borgo Mezzanone. Aveva un permesso regolare sino al 2014, gli era stato scaduto e non gli era stato rinnovato ed era irregolare sul territorio nazionale. Soggetto con precedenti in tema di sostanze stupefacenti". "Lo abbiamo trovato all'interno di una baracca presente all'interno della Pista esterna al CARA, una baracca in cui si era barricato impedendo l'ingresso agli operatori, tanto che si è reso necessario forzare le porte d'ingresso. L'uomo ha opposto resistenza per poi essere bloccato. E' stata svolta una minuziosa perqusizione nel quale è stato confermato il suo pedigree criminale: un soggetto che aveva precedenti per droga". Intanto proseguono le ricerche di altre persone che avrebbero preso parte alla morte di Desirée Mariottini. 
 

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