Guerriglia a Guidonia, dopo gli scontri i controlli nella baraccopoli

Dieci i cittadini irregolari sul territorio

La baraccopoli di Albuccione di Guidonia (foto Ansa Massimo Percossi)

Albuccione di Guidonia ancora al centro delle cronache cittadine e nazionali. Dopo la notte di guerriglia dove si sono fronteggiati in strada abitanti del quartiere e residenti della vicina baraccopoli, questa mattina gli agenti del commissariato di Tivoli, come da ordinanza del Questore Guido Marino, sono intervenuti nell'area del campo rom della popolosa frazione del comune della provincia nord est della Capitale teatro degli scontri tra italiani e rom. 

Controlli alla baraccopoli di Guidonia 

Cento le persone identificate, tra cui 78 cittadini stranieri. Nell’occasione, 10 dei controllati, sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione in via Patini, poiché risultati irregolari sul territorio nazionale mentre, un uomo ed una donna sono stati accompagnati negli uffici di Polizia: il primo, in quanto destinatario di foglio di via obbigatorio, mentre l’altra, trovata in possesso di un’autovettura rubata, viene denunciata in stato di libertà per il reato di ricettazione. Trenti i veicoli controllati, uno dei quali è poi risultato rubato. 

Guerriglia ad Albuccione di Guidonia

Quella che è passata alle cronache come la "guerriglia di Guidonia" ha preso vita la sera dello scorso 26 settembre quando oltre cento persone si sono fronteggiate in strada dopo aver fatto delle vere e proprie barricate. Causa scatenante delle violenze della manovre azzardate poste in essere da un cittadino bosniaco di 45 anni. L'uomo, a bordo del furgone, aveva rischiato di investire alcuni residenti a bordo del proprio furgone Iveco. Poi la  fuga e l'inizio della "battaglia". 

Barricate fra rom e residenti

Una notte di violenza nel corso della quale è rimasto ferito un 31enne di Albuccione ed è stato dato alle fiamme un box auto. Da qui l'intervento massiccio di carabinieri e polizia che sono riusciti a riportare la calma solo dopo diverse ore. Rintracciato il bosniaco che diede vita alla guerriglia, lo stesso è stato trovato in possesso di una accetta, un manganello ed un tirapugni dopo essesi rifugiato nella vicina zona di Castell'Arcione di Guidonia.

Una miccia già accesa 

I fatti di Albuccione di Guidonia hanno riportato in luce dei malesseri che da tempo sussistono nella frazione del Comune della Città dell'Aria. Come denuncia il Coordinamento Comunale del Polo Civico di Guidonia Montecelio il territorio "e ancora di più l’Albuccione, è martoriato da gravi problemi ambientali e strutturali sui quali si innesta in modo intollerabile la presenza di numerosi campi rom illegali e inaccessibili ai controlli di sicurezza e sanitari", commentano Aldo Cerroni ed i consiglieri comunali Mario Proietti, Mario Valeri e Mauro De Santis.

Politiche sociali e di integrazione

"La questione, come proposto anche in campagna elettorale – proseguono dal Polo Civico composto da Guidonia Domani, Il Biplano e Nuovo Progetto Democratico –, deve essere affrontata su due fronti. Innanzi tutto si deve procedere allo sgombro immediato di ogni insediamento abusivo nel nostro Comune, partendo proprio da quello dell’Albuccione, e contemporaneamente si devono avviare politiche sociali e di integrazione che pongano rimedio alla condizione degli abitanti più deboli degli insediamenti, i bambini, che vivono, o meglio dire sopravvivono, in quelle baracche". 

Tavolo tecnico in Comune  

"Come Polo Civico chiediamo, urgentemente, la convocazione da parte dell’Amministrazione Comunale di un tavolo tecnico con Città Metropolitana, Forze dell’Ordine, Servizi Sociali e rappresentanti dei cittadini e delle scuole del territorio. Primo obiettivo è ripristinare la legalità, con un presidio fisso davanti alla baraccopoli e frequenti controlli nell’insediamento e nelle vie limitrofe, così da mantenere sotto controllo i roghi tossici e gli eventuali problemi legati a furti e ricettazione. Occorre far capire che l’Albuccione non è una terra di nessuno, né un porto franco. È un’area controllata, dove si rispettano le leggi dello Stato Italiano. Al contempo i servizi sociali devono intervenire maggiormente su quelle famiglie che intendono integrarsi, aiutandole a percorrere questo cammino che, comunque, li deve portare fuori da quella baraccopoli che andrà chiusa ed i terreni messi in sicurezza. Per le altre famiglie che non vogliono seguire questa strada devono essere avviati i percorsi previsti delle leggi a tutela dell’infanzia", 

Da Stacchini ad Albuccione

"Non serve guardare a Torino, come dichiarato dal sindaco Barbet, basta girarsi un attimo e guardare cosa accaduto a pochi chilometri dell’Albuccione – concludono Cerroni, Proietti, Valeri e De Santis –. Ad esempio a Tivoli l’Amministrazione comunale diversamente dal passato è riuscita a risolvere il problema di Stacchini, una baraccopoli abusiva che è arrivata a contare oltre 500 presenze. Un piccolo paese illegale. Sostenendo chi voleva integrarsi, agevolando chi voleva tornare a casa, facendo rispettare le leggi, in pochi mesi l’area è stata liberata". 
 

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