Casamonica: tra i 3 milioni di euro di beni confiscati anche la discoteca Etò

Il decreto emanato dalla Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Roma. Confiscate automobili di lusso, ville, ristoranti e diversi conti correnti

Una delle auto confiscate ai Casamonica

Oltre 3 milioni di euro in beni mobili e immobili. Questo il patrimonio confiscato al clan Casamonica dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma-Trastevere in esecuzione di un decreto di confisca emanato dalla Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Roma.

VILLE E RISTORANTI - Un patrimonio composto da un parco auto di 12 veicoli degno di un autosalone di lusso con Ferrari, Bmw e Mini Cooper, una enorme e lussuosa villa in via Romano Micheli all'Infernetto, la discoteca Etò di via Galvani a Testaccio, un ristorante in via del Gazometro in zona Ostiense e svariati conti correnti.

IL VIDEO DEI BENI SEQUESTRATI

CLAN CASAMONICA - La confisca è relativa al buon esito di un'operazione antidroga, conclusa nel gennaio del 2009, che permise di sgominare un'associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, capeggiata da un appartentente alla famiglia Casamonica, con il concorso, tra gli altri, dei suoi numerosi fratelli.

OPERAZIONE ANTIDROGA - L'operazione antidroga, prese avvio seguendo le tracce dei corrieri della droga dal Sud America con un blitz messo a segno all'alba del 29 gennaio 2009 quando i militari dell’Arma fecero irruzione nel fortino in cui vivevano i Casamonica in viale di Porta Furba al Quadraro.

200 ANNI DI CARCERE - Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda di Roma, gli indagati da 13 sono divenuti 44 che anno collezionato pene per un totale di oltre 200 anni di reclusione. L'indagine aveva preso spunto dalla scoperta di una fiorente attività di spaccio nella Capitale in cui spiccavano, oltre ai Casamonica anche un gruppo di cittadini nigeriani.

MODALITA' DI SPACCIO - Diverse le modalità di vendita utilizzate, dalla cessione in strada, all'ingresso all'interno delle abitazioni per quegli acquisti che superassero la dose per uso personale. Un consistente traffico di cocaina documentato da servizi di pedinamento, osservazione e controllo, oltre che dalle numerose attività di intercettazione telefonica. Gli introiti venivano poi reimpiegati principalmente, nell'acquisto di immobili e di autovetture oggetto dell'odierna confisca.

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