Mafia a Ostia, chieste condanne per oltre 200 anni di carcere a clan Fasciani e Triassi

Gli imputati sono accusati di aver gestito un sistema di attività illecite sul litorale romano con modalità e intimidazioni di tipo mafioso. Per Carmine Fasciani, ritenuto a capo del gruppo, l'accusa ha chiesto 27 anni e 9 mesi di reclusione

Oltre 200 anni di carcere complessivi. E' la richiesta fatta dal procuratore generale Giancarlo Amato a conclusione della requisitoria del processo contro gli esponenti della cosiddetta 'mafia di Ostia'.

Sul banco degli imputati principalmente il clan che fa capo a Carmine Fasciani e il gruppo di Vito e Vincenzo Triassi, esponenti dell'omonima famiglia. Circa 80 i capi d'imputazione che riguardano episodi di usura, estorsione, controllo di attività economiche, concessioni, appalti, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti.  

La condanna più alta a 27 anni e 9 mesi di reclusione è stata chiesta per "Don" Carmine che in primo grado aveva avuto 28 anni mentre 15 anni di reclusione ciascuno sono stati chiesti per Vito e Vincenzo Triassi che in primo grado erano stati assolti dall'accusa di "associazione mafiosa".

Per quanto riguarda le altre condanne, il procuratore generale Amato ha chiesto 8 anni e mezzo per Terenzi Fasciani, 25 anni e 10 mesi per Sabrina Fasciani, 11 anni per Azzurra Fasciani e ancora 11 anni per Alessandro Fasciani, 16 anni e 9 mesi per Franca Bartoli, moglie di Carmine, 25 anni e 3 mesi per Riccardo Sibio, 13 anni per John Gilberto Colabella, 12 anni e 9 mesi per Luciano Pitti, 5 anni e mezzo per Gilberto Inno, 10 anni per Mirko Mazzoni, 7 anni per Danilo Anselmi e 7 anni anche per Eugenio Ferramo.

Chiesta la conferma "dell'assoluzione in primo grado" per Nazzareno Fasciani e Fabio Guarino. Per Ennio Ciolli condannato a 3 anni in primo grado, il Pg ha chiesto infine il "proscioglimento per intervenuta prescrizione".

Tre, secondo l'accusa, le associazioni che hanno gestito il malaffare nel territorio di Ostia. La prima, di tipo mafioso, secondo l'accusa "faceva capo ai fratelli Triassi", la seconda, costituita dal gruppo Fasciani "finalizzata alla commissione di delitti di usura, estorsione, controllo di attività economiche, concessioni di appalti e intestazioni fittizia di beni" e la terza, infine, quella "incaricata di importare dalla Spagna sostanze stupefacenti che poi venivano distribuite nel territorio della Capitale e di Ostia".

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Il procedimento davanti alla seconda Corte d'Appello proseguirà a cominciare dal 15 gennaio prossimo con gli interventi delle parti. Le indagini partirono nel luglio 2012 (l'anno dopo ci furono 51 arresti), dopo il posizionamento di una bomba vicino allo stabilimento balneare Il Capanno
 
 

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