Molestava una 11enne tirandosi su e giù la lampo: condannato a 2 anni di carcere

L'uomo toccava su un autobus il ginocchio della bambina, mentre si tirava su e giù la lampo dei pantaloni. E' stato condannato a 2 anni di reclusione e a risarcire la vittima di seimila euro

Toccava con la mano il ginocchio a una bambina su un autobus mentre si tirava su e giù la lampo dei pantaloni fino a romperla. La Suprema Corte lo ha condannato a due anni di reclusione. Si tratta di un uomo di 56 anni che è stato accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 11 anni. Sono stati vani i tentativi da parte dell'uomo di difendersi. Sosteneva, infatti, davanti al tribunale che il suo comportamento non costituiva molestia sessuale e che l'adolescente e la madre che con una amica erano con lei sul mezzo pubblico, un autobus della linea 70, avevano dato una lettura distorta dei fatti.

Nel comportamento tenuto dall'uomo responsabile di questa vicenda - ha replicato la Cassazione con la sentenza 45950 - ricorrono entrambi i requisiti dell'abuso sessuale "e cioè un rapporto 'corpore corporis', inteso come volontario contatto fisico diretto tra soggetto passivo e soggetto attivo, finalizzato a soddisfare la concupiscenza di quest'ultimo" con la pratica dell'autoerotismo. Inoltre i supremi giudici affermano che, "sia pure a livello del ginocchio", vi è comunque stato il "coinvolgimento del corpo della bambina". Bocciato come "inconferente" il tentativo del molestatore di scrollarsi di dosso la condanna sostenendo che il ginocchio non rientra tra "le cosiddette zone erogene".

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"E' evidente che per i bambini - ha sottolineato la Cassazione - non può essere adottato lo stesso metro di valutazione riferito agli adulti per quanto riguarda quelle predette specifiche parti del corpo quando, peraltro, è indubbio che la bambina in questione ha sicuramente percepito il fatto come invasivo della propria sfera privata restandone fortemente scossa psicologicamente". Oltre alla reclusione, l'uomo è stato condannato anche a liquidare alla vittima una provvisionale di seimila euro in attesa che la causa civile stabilisca la cifra totale del risarcimento dei danni. (Fonte Ansa)

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