Baby squillo ai Parioli, condannata una madre: sapeva cosa faceva la figlia

Definitiva la sentenza emessa dalla Corte d'Appello nei confronti di una 46enne che aveva presentato ricorso in Cassazione

L'appartamento ai Parioli dove avveniva la prostituzione minorile

Prostituzione minorile aggravata. E' stato respinto il ricorso in Cassazione presentato dalla madre di una delle ragazzine coinvolte nel cosiddetto scandalo delle Baby Squillo ai Parioli. Era il 28 ottobre del 2013 e la donna, una romana oggi 46enne, venne arrestata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Presentato ricorso e rigettato, i militari hanno accertato come la donna fosse perfettamente al corrente dell’attività di prostituzione minorile della figlia, favorendola e percependone anche parte dei profitti. 

IN CARCERE A REBIBBIA - Rigettato il ricorso in Cassazione, è diventata definitiva la sentenza di condanna, emessa dalla Corte d’Appello di Roma, con le accuse di prostituzione minorile aggravata. Pertanto i Carabinieri di Roma Montesacro hanno notificato alla donna il conseguente ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. La 46enne sconterà la pena presso il carcere di Rebibbia femminile.

LO SCANDALO DEI PARIOLI - Lo scandalo delle prostitute minorenni ai Parioli venne portato alla luce dai carabinieri nell'ottobre del 2013. Una storia dai contorni torbidi in cui sono state arrestate dieci persone e denunciati anche numerosi clienti. Master dell'organizzazione criminale è risultato essere Mirko Ieni, condannato a dieci anni di carcere. Assieme a lui condanne anche per altre nove persone, sei anni alla mamma di una delle due ragazzine minorenni e condanne tra i sette e i tre anni, con pene pecuniarie, agli altri sei personaggi coinvolti nella vicenda, secondo la sentenza inflitta dal gup Costantino De Robbio nel processo con rito abbreviato. 

LA MADRE DELLA MINORE - Per quanto concerne la 46enne arrestata quest'oggi, ad incastrarla ci pensarono anche delle intercettazioni telefoniche choc in cui emersero le minacce che la madre faceva alla giovane figlia: "Allora rifletti bene su quest'aspetto della scuola, per cortesia... perchè sennò è inutile che... io ti ritiro e...", diceva la madre alla 14enne. La risposta della figlia era: "Non mi puoi ritirare mamma, non c'ho 16 anni, non lo puoi fare". E la madre: "A posto, allora ce devi annà perchè fino a che non...". E la figlia la interrompe:  "Io voglio andarci mamma io ci voglio andare però non voglio andarci senza aver fatto i compiti".

"DALL'UNA ALLE TRE PUOI STUDIARE" - La ragazzina nell'intercettazione infatti lamentava di  non "avere tempo per fare i compiti" considerato che doveva frequentare la casa ai Parioli e incontrare i clienti. La madre la spronava "ad organizzarsi".  "Il tempo si trova per fare i compiti, quando tu esci da scuola torni a casa ... due ore studi ... tre ore e...", suggeriva la donna alla ragazzina che  replicava "dopo non ce la faccio ad andare da Minni (Mirko Ieni, uno degli sfruttatori arrestati, ndr), non ce la faccio se studio prima". E la madre allora propone la soluzione: "Devi trovare un modo per poter organizzarti, considerando poi che esci a mezzogiorno da scuola, dall'una alle tre puoi studià, tanto tu vai sempre alle tre lì".

"ALLA PROF HO DETTO CHE STAVI MALE" - La scuola frequentata dalla ragazzina 14enne aveva notato dei problemi riguardo al  comportamento e alle numerose assenze della studentessa e per questo si era attivata con i docenti, la preside e i servizi sociali. Ma la madre della ragazzina con la scuola adduceva scuse ("sta male") e cercava di evitare che troppe attenzioni da parte della scuola si concentrassero sulla figlia. La madre parlando con la figlia, in una telefonata intercettata, riferisce che l'ha chiamata una professoressa ed si mostra allarmata perchè la preside "sta per fare la segnalazione" ed invita la figlia a rispondere ad eventuali chiamate da parte della scuola. "Mi hanno chiamato, e io gli ho detto che stavi male però è evidente che comunque un certo interesse c'è", dice la donna alla figlia che replica "Mamma, sono a casa di Minni (Mirko Ieni, in carcere per sfruttamento della prostituzione, ndr) sto lavorando". 

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