Mafia Ostia, 10 anni a Carmine Fasciani: condannati anche undici prestanome

I giudici hanno disposto un risarcimento di 1 mln di euro per Roma Capitale, 500mila euro per la Regione Lazio e 100mila euro ciascuno per le parti civili Libera di don Ciotti e Associazione Caponnetto e Sos Impresa

Altro duro colpo per la malavita di Ostia. Don Carmine Fasciani, capo del clan che per anni ha comandato sul litorale romano, è stato condannato in primo grado a 10 anni di carcere. E' quanto emerso a conclusione del processo sugli investimenti del clan Fasciani, che per anni l'ha fatta da padrone nel territorio di Ostia e in alcuni quadranti sud della capitale.

La condanna si riferisce all'accusa di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Ad Ostia, infatti, e per la prima volta nel comune di Roma, si è tenunto un processo basato sul 416 bis, ossia l'associazione a delinquere con stampo mafioso. 
 
Le pene più alte, in linea con le richieste dei pm Ilaria Calò e Carlo Lasperanza sono state inflitte anche a Silvia Bartoli, moglie di Carmine Fasciani, e alla figlia Azzurra che sono state condannate rispettivamente a 8 e 7 anni più le pene accessorie

Gli altri nove imputati, tutti arrestati durante l'operazione Tramonto dello scorso 4 marzo 2014, sono stati condannati a pene comprese tra i 6 anni e i 3 anni e 8 mesi di carcere.

L'accusa contestata dalla procura era quella di "intestazione fittizia di beni con riferimento a stabilimenti balneari, chioschi-bar, esercizi di ristorazione, società, auto, concessionarie e immobili intestati a 'teste di legno' riconducibili al clan famiglia Fasciani".  

Le società e le imprese che sono state al centro delle indagini svolte dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Michele Prestipino e dal pm Ilaria Calò sono state confiscate. 

Secondo la sentenza pronunciata oggi, i giudici hanno disposto un risarcimento di 1 milione di euro per Roma Capitale, 500 mila euro per la Regione Lazio e 100 mila euro ciascuno per le parti civili Libera di don Ciotti e Associazione Caponnetto e Sos Impresa. Tra 90 giorni usciranno le motivazioni della sentenza. 

"Un verdetto che infierisce un duro colpo al sistema criminoso del clan che opera ormai da anni sul territorio del litorale romano e che, allo stesso tempo, grazie al risarcimento ottenuto, permetterà alla giunta di investire ulteriori risorse per promuovere progetti a sostegno della legalità che si rivolgeranno in particolare ai giovani di Ostia", commenta la Regione Lazio in una nota che poi conclude: "Così come ha già fatto in passato, e soprattutto in occasione di altri processi, continuerà a sostenere la battaglia contro ogni forma di criminalità e di infiltrazione ad Ostia e su tutto il territorio regionale". 

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