Colle della Strega: "No al progetto di cementificazione"

Sull'area verde del XII municipio è prevista la costruzione di 900 alloggi per “ricchi”. La Regione nel 2007 si è impegnata ad includere l'area nel Parco dell'Appia Antica, ma da allora non si è saputo più niente. Il progetto di cementificazione invece va avanti

“Il Comune di Roma si appresta ad approvare l'edificazione di 72.000 metri cubi di cemento su Colle della Strega, mentre la Regione è ferma sull'ampliamento del parco dell'Appia Antica”. La denuncia è del presidente dell'associazione Colle della Strega Massimiliano Di Gioia che da 10 anni si batte contro il progetto di cementificazione selvaggia di uno dei pochi polmoni verdi rimasti nel XII municipio e a Roma in generale.

Una battaglia contro un progetto che ha le sue radici negli ultimi scorci della giunta Rutelli, quando fu approvato un programma di recupero urbano che consentiva l'edificazione di case per edilizia residenziale ad alto costo nell'area di Colle della Strega.

“Da allora sono passati quasi 10 anni” spiega Di Gioia “e da allora abbiamo combattuto la nostra battaglia, vedendo ingrossarsi la nostra iniziativa e riuscendo a predisporre e presentare nel 2005 anche una delibera di iniziativa popolare presentata al Comune”.

Una delibera a cui però il Comitato Colle della Strega non ha mai ricevuto risposta. Nel frattempo nel settembre 2005 la giunta regionale Marrazzo ed in particolare l'assessore Zaratti si sono impegnati a sostenere la proposta di inclusione dell'area nel parco dell'Appia Antica. Un impegno che per due anni non ha ricevuto seguito, fino ad arrivare al 2007.

“A maggio 2007 l'iter del programma di recupero urbano approdò in Regione”, racconta Di Gioia, “e la stessa giunta che si era impegnata ad includere l'area nel parco, ne approvava l'edificabilità. Mettemmo in atto proteste e scioperi della fame per sottolineare l'incoerenza di una regione che da un lato si impegnava per un parco e dall'altro contribuiva a distruggerlo. Le proteste ebbero come effetto l'impegno della Regione di delocalizzare la costruzione e nello stesso tempo l'inclusione di Colle della Strega nel Parco dell'Appia Antica”.

Quel che è accaduto in quest'inizio 2009 è stato da un lato l'accelerazione dell'iter di approvazione delle convenzioni per i costruttori e dall'altro l'oblio per la proposta di inclusione nel parco. “La scorsa settimana”, spiega Di Gioia “abbiamo saputo che la nostra delibera del 2005 è stata presa in esame. In realtà c'è stata un'accelerazione per bocciare la delibera ed avere così via libera per il progetto di edificazione”.

Il rischio cemento per l'area è sempre più grave e non è un caso che negli ultimi giorni vari appelli al salvataggio dell'area sono giunti dall'Associazione Animalisti Italiani Onlus, dal WWF, dalla Lipu, da Italia Nostra, tutte unite con l'associazione Colle della Strega nella battaglia contro il cemento.

“Colle della Strega è un ampio territorio caratterizzato dalla ricca biodiversità ed è per questo un importantissimo patrimonio cittadino da tutelare'', conclude Massimiliano Di Gioia. “Salvaguardare quest'area ha un valore, non solo per la politica ambientale che ormai a Roma è cosa quasi sconosciuta, ma anche per l'incolumità dei cittadini. Salvaguardare dal cemento un'area dove scorre il fosso della Cecchignola vuol dire ad esempio evitare che durante le alluvioni non si verifichino allagamenti. Nel XII municipio, ad esempio, durante l'ultima alluvione, non abbiamo avuto conseguenze anche per questo”.

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