Rifiuti, Clini contro Sottile: “Rivedere l'ok a Malagrotta e Monti dell'Ortaccio”

Il ministro lavora a un decreto che punti sulla differenziata, utilizzo degli impianti presenti nel Lazio e lo stop ai non trattati in discarica

Passo indietro di Clini nei confronti di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio. L'anno nuovo si apre con una sorpresa sul fronte delle discariche. Proprio mentre il prefetto Sottile indicava con più veemenza le soluzioni concentrate nella Valle Galeria, il ministro dell'Ambiente, torna sulle sue soluzioni riproponendole nuovamente con il decreto “obiettivo riciclo”.

Il decreto che il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sta mettendo a punto per far uscire la Capitale dal rischio dell'emergenza rifiuti riguarda la raccolta differenziata, utilizzo a pieno regime degli impianti esistenti nel Lazio e soprattutto basta con il conferimento in discarica di rifiuti non trattati.
Quindi, fa sapere Clini, le autorizzazioni rilasciate dal prefetto Goffredo Sottile per gli impianti di smaltimento di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio "saranno riconsiderate". In pratica, Clini tira il freno sulle decisioni adottate il 27 dicembre scorso dal commissario straordinario all'emergenza rifiuti di Roma, il cui incarico è scaduto ieri. Sottile aveva allora disposto la proroga della mega discarica di Malagrotta (per cento giorni vi si potranno ancora conferire rifiuti non trattati e per 180 giorni quelli trattati) e dato l'ok alla realizzazione di una discarica provvisoria (3 anni) per i soli rifiuti trattati nel contestato sito di Monti dell'Ortaccio.

Una decisione quest'ultima che, seppure condizionata alla presentazione di uno studio da cui risulti "inequivocabilmente, l'assenza del pericolo di inquinamento della falda", ha portato negli ultimi giorni dell'anno i residenti della Valle Galeria, in cui insistono la megadiscarica e la nuova che Sottile aveva indicato, a protestare con blocchi stradali e blocchi degli impianti.

Ora, però, in attesa anche che venga nominato il supercommissario di cui si era parlato nei giorni scorsi, tutto viene congelato al 7 gennaio, quando il ministro dell'Ambiente ha convocato le amministrazioni competenti e le imprese interessate (come Ama, Acea e altre imprese locali) per illustrare il contenuto e il cronoprogramma delle azioni stabilite dal decreto. Clini, infatti, sta completando, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità, le verifiche tecniche e amministrative per l'emanazione del decreto che fisserà le "misure urgenti da realizzare entro i prossimi 60 giorni per assicurare che la gestione del ciclo integrale dei rifiuti di Roma sia organizzata e gestita secondo quanto stabiliscono le direttive europee e le leggi nazionali".

"Il decreto - spiega il ministro - si baserà su raccolta differenziata e recupero di materia ed energia ma punterà anche sul trattamento meccanico biologico, sul recupero della frazione organica e sulla produzione di compost di qualità, utilizzando in via prioritaria gli impianti che esistono nel Lazio e completando le procedure di autorizzazione di quelli da oltre un anno sono sotto esame delle amministrazioni competenti". E in questo quadro, aggiunge Clini "saranno riconsiderate le autorizzazioni rilasciate dal prefetto Goffredo Sottile per gli impianti di smaltimento di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio, e comunque - conclude - deve essere evitato il conferimento in discarica di rifiuti non trattati". E lo spettro dei rifiuti della Capitale in viaggio verso altri impianti del Lazio ha messo in allarme soprattutto le amministrazioni di Viterbo e Frosinone che avvertono: "Non saremo la discarica di Roma".

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