Sfratti "coatti" in case popolari, usura e lidi: così gli Spada volevano prendersi Ostia

Dal 2011 al 2015, secondo gli inquirenti, sono almeno 40 gli episodi in cui la famiglia Spada avrebbe esercitato il suo potere criminale per impadronirsi di Ostia. Ieri, nell'operazione Sub Urbe, dieci persone sono state arrestate

Immagine di repertorio di Ostia Nuova

Stabilimenti balneari, usura, spaccio e soprattutto gli sfratti "coatti" in cambio di mazzette. Così, secondo gli inquirenti, la famiglia Spada con ben 40 episodi, aggravati dal metodo mafioso, dal 2011 al 2015 voleva prendersi Ostia. O almeno una parte, quella di Ponente. Il clan puntava a isolare vecchi e attuali rivali nel panorama criminale. 

LO SCENARIO CRIMINALE - Il Gip di Roma Anna Maria Fattori nell'ordinanza di custodia cautelare è chiara: "Le emergenze investigative danno contezza dell'ascesa criminale della famiglia Spada che sta sostituendo il potere già detenuto dalla famiglia Fasciani con la quale era alleata". Gli arrestati dopo l'operazione Sub Urbe sono stati accusati a vario titolo di "lesioni personali aggravate, tentata estorsione e detenzione di armi, con l'aggravante del metodo mafioso".

LA GAMBIZZAZIONE - "Sia l'episodio dell'aggressione in danno di Massimo Cardoni sia le vicende estorsive relative all'occupazione delle case popolari, di per sé contraddistinte da una forte connotazione mafiosa per le loro modalità attuative, sono coerenti con un più ampio progetto criminale volto a favorire le attività illecite del clan Spada di Ostia e, più specificatamente, indirizzate ad ottenere e rimarcare un vero e proprio controllo del territorio", si legge ancora.

Gli episodi ai quali fa riferimento il Gip sono quelli relativi alla gambizzazione di Cardoni avvenuta nell'ottobre del 2015, esponente del gruppo criminale Baficchio e cugino di Giovanni Galleoni ucciso a colpi d'arma da fuoco il 22 novembre 2011 in via Forni, insieme al suo "socio" Francesco Antonini, quando entrambi si trovavano all’apice della loro ascesa criminale sul litorale..

LE CASE POPOLARI - "Sia la gambizzazione - ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Roma Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa sull'operazione Sub Urbe - che le estorsioni sono sintomatici di un riposizionamento dei rapporti di forza. L'arresto dei Fasciani ha aperto spazi. L'operazione riguarda una serie di estorsioni nei confronti di un altro gruppo criminale (quello dei Baficchio ndr) fino a provocare uno 'sfratto coatto' dalle abitazioni che questi occupavano negli alloggi popolari di Ostia e la successiva assegnazione di questi alloggi da parte degli Spada".

Gli Spada, che nel tempo si sono fatti forti dei rapporti con i Fasciani avevano così preso possesso delle case popolari in via Forni, via Baffigo e via Vasco de Gama. Le indagini dell'operazione Sub Urbe sono state alimentate dalle dichiarazioni di alcuni soggetti vittime delle intimidazioni degli Spada e che facevano parte del gruppo perdente, i Baficchio, e che si sono rivolti alle forze dell'ordine.

USURA - "I dieci arresti di ieri aggiungono un tassello alla ricostruzione di uno scenario criminale di Ostia", ha sottolienato Prestipino. Se di recente gli sfratti forzati erano diventati il business principale degli Spada in passato, il clan di Ostia Nuova, aveva operato anche nel campo dello spaccio e dell'usura. Nel maggio del 2014 Carmine Spada, alias Romoletto e capo clan, insieme ad Emiliano Belletti furono "beccati" ad estorcere denaro ad un commerciante di Ostia (qui il video). 

Romoletto, sottoposto ai domiciliari, un anno dopo però fu trasferito presso il carcere di Regina Coeli. Il motivo? Gestiva 'appuntamenti' da casa sua nonostante gli arresti domiciliari. Questo per certificare, secondo gli inquirenti, la sua supremazia criminale. Sempre nel 2014 c'è anche la conferma degli interessi sulla gestione degli stabilimenti balneari. 

GLI STABILIMENTI - Sintomatico, di questo, fu il "sistema corruttivo" attuato con "metodo mafioso" finalizzato a pilotare la gestione dei pubblici appalti e la concessione di alcuni stabilimenti che portò all'arresto di nove persone tra cui anche Armando Spada.

Al centro dell'inchiesta ci fu uno degli stabilimenti più noti del litorale, l'Orsa Maggiore, per molti anni affidato al dopo lavoro delle Poste e poi assegnato ad una nuova società creata solo qualche giorno prima. Business differenti con un unico scopo: quello di prendersi Ostia

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