Porta Furba, espugnato bunker dei Casamonica: 14 gli arrestati

I Carabinieri hanno arrestato cinque componenti del clan e altre nove persone per un totale di quattordici ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'accusa è di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

Duro colpo al clan dei Casamonica. I Carabinieri sono infatti riusciti ad espugnare la loro casa fortino in vicolo di Porta Furba, al Mandrione, che era in realtà una vera e propria centrale di spaccio di cocaina purissima. Quattordici le persone arrestate, di cui cinque membri nel clan e altri 9 associati.

Il blitz è scattato in mattinata. C'è voluto l'intervento dei vigili del fuoco per forzare la struttura, organizzata come un vero e proprio bunker. All'interno erano asserragliati, nel più totale silenzio, le 14 persone arrestate.

Per tutti l'accusa è di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. La casa-fortino rappresentava la centrale di spaccio di cocaina purissima.


  Nel buker la ricchezza era ostentata in ogni modo  

"In quella casa”, racconta un investigatore, “la ricchezza era ostentata: ad esempio c'erano costosi televisori al plasma in ogni stanza”. Un'attività redditizia (quasi 400 clienti al giorno), grazie alla quale i Casamonica erano riusciti a mettere da parte ingenti somme di denaro che venivano reinvestite in un rivolo di attività.

I carabinieri hanno sequestrato villette, un parco macchine con anche due Ferrari e alcune moto di grossa cilindrata. Sigilli anche all'Etò, una nota discoteca a Testaccio, i cui gestori risulterebbero appartenenti alla famiglia.

L'operazione, alla quale hanno preso parte anche i carabinieri della compagnia di Trastevere, ha portato all'arresto di una coppia di insospettabili impiegati del consiglio regionale del Lazio.

I due, L. L. e V. L., erano entrati in contatto con la famiglia di Porta Furba perché a loro volta svolgevano attività di spaccio nel centro di Roma, tra i locali della movida. Le intercettazioni hanno messo in luce che i coniugi nell'attività coinvolgevano il figlio di 14 anni. In base a quanto riferito dagli investigatori i due, anche a muso duro, imponevano al ragazzino di fare da corriere della droga.

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