Chi sono i Casamonica: tutto sulla famiglia che controlla Roma Sud

La famiglia, arrivata dall'Abruzzo, ha messo radici nelle zone di Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto e più giù, verso sud, in altri comuni fino ad arrivare a Frascati e Monte Compatri

Sono arrivati a Roma dall'Abruzzo e dal Molise nei primi anni sessanta. Avevano roulotte, cavalli e la fame di arrivare. Un gruppo di origine sinti che, in questi anni, si è imposto nella Capitale, grazie anche ai rapporti costruiti e consolidati con le mafie. Ecco chi sono i Casamonica.

Quasi nessuno gli dava credito. Come può un gruppo di sinti stanziali, giunti da Pescara e da Venafro (in provincia di Isernia, in Molise), far paura? La voglia di superare tutti gli ostacoli, senza condizioni e senza paura, ha permesso agli "zingari" di diventare i padroni di Roma. Almeno di una parte, quella della periferia sud-est della capitale: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto e più giù, verso sud, in altri comuni fino ad arrivare a Frascati e Monte Compatri.


Sono queste le aree dove solamente ascoltare il cognome "Casamonica" mette paura. Un impero partito con il commercio di cavalli, costruito col racket e tassi di usura dal 200 al 300%, consolidato col traffico di droga e infine ripulito attraverso il settore immobiliare e quello automobilistico.

Estorsione, spaccio, corruzione, racket, riciclaggio di denaro, prostituzione, appalti, usura, scommesse sportive, omicidio, furto, rapina e gioco d'azzardo. Ormai nel curriculum criminale di quello che, secondo le ordinanze è considerato un vero e proprio clan composto da un migliaio di affiliati, non manca nulla. Secondo la Direzione Investigativa Antimafia è la struttura criminale più potente e radicata del Lazio, con un patrimonio stimato di 90 milioni di euro

L'exploit con Vittorio Casamonica, il "Re" morto e celebrato con le canzoni de Il Padrino e la sfarzosa carrozza nera trainata da cavalli nel giorno del suo funerale. Lui, che amava il karaoke, ha frequentato la scuola criminale di Renatino De Pedis, il 'Dandy' del Romanzo Criminale, diventando l'addetto al recupero crediti di Enrico Nicoletti, il cassiere della Banda della Magliana. 

Uno che nel 1990 risultava nullatenente ma che, secondo la Guardia di Finanza, aveva un tesoro di oltre duemila miliardi di lire. Sono gli anni della formazione. Per lui e per il clan. Così si impara il "mestiere", pensano i Casamonica. Così sarà. Un potere forte anche grazie agli accordi, di sangue e di business, con i loro parenti Di Silvio, Spada, Di Rocco, Bevilacqua, Spinelli e De Rosa. Tutti abituati a trasformare anche la nobile arte della boxe in un'arma di riscossione di massa

Il funerale di Vittorio, con anche un elicottero che, pur non autorizzato al volo a causa dal blocco aereo della città di Roma lanciava petali di fiori sul corteo funebre, ha solamente scoperto il vaso di Pandora. Le foto di Luciano Casamonica, cugino del boss del clan, insieme al candidato e sindaco uscente Gianni Alemanno nel 2013 fanno il giro dei media e dei social: ora tutti si interessano al "fenomeno" Casamonica, non solo gli inquirenti che già erano sulle loro tracce da anni.

Durante la sua reggenza, la famiglia si è arricchita. La "crisi", quella che ha colpito la maggior parte dei cittadini, non ha le fattezze della famiglia sinti. I Casamonica, negli anni, hanno costruito ville, con arredi in marmo e d'oro, e comprato case. Si sono spinti fuori i confini bussando alle porte del Principato di Monaco e di San Marino, aprendo correnti. Matrimoni di convenienza, "lavori" eseguiti per conto di terzi e difesa dei territorio conquistati. 

E poi, nonostante le tante inchieste, nessun pentito e, soprattutto, nessun estraneo. Insomma solo chi è del clan, può far parte del clan. Una sorta di 'Fight club' a gestione familiare. Semplici mosse per allungare sempre più i tentacoli. E poi, c'è la regola numero uno: essere spregiudicati. Un esempio è Consilio Casamonica, ufficialmente venditore di auto e detto 'Tony Il Meraviglioso': è l'uomo che ha messo nei guai il suo pubblico accusatore, un magistrato, con una mossa degna di un film: gli ha mandato l'amante a palazzo di giustizia. Sesso in cambio di scarcerazione. La rovina per il pm.

Ma non è l'unico mantra. Oltre ad essere spregiudicati, bisogna apparire. Se in tv o sui social è meglio. Ma non in atti criminali, anzi. Nel 2010 su YouTube diventa virale un video: centinaia di membri della famiglia Casamonica si recano con un corteo di macchine attraversando il Raccordo Anulare verso la villa della promessa sposa di Victor. Con i parenti e gli amici c'è anche un cantante neomelodico napoletano incaricato di eseguire la serenata. Insomma, anche questo è marketing

Ma il segnale è anche un altro: le donne sono numerose quanto gli uomini. Non perché è una occasione di festa, il motivo è un altro: se il compagno va in galera a vigilare sul loro territorio ci sono loro. Tutti lo devono sapere. Un codice chiaro, definito negli anni. Come la 'Ndrangheta, la Mafia o la Camorra: il gruppo sinti ha inserito i propri valori della tradizione modellandoli in chiave moderna. Onore, omertà e solidarietà sono le colonne portanti. Abusivismo edilizi, conti off shore e atti criminali le mura e il tetto. 

Negli anni, tuttavia, la morsa delle forze dell'ordine si è fatta sempre più stringente. A gennaio del 2012, a seguito di una maxi operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati 39 esponenti del clan e sequestrati beni per milioni di euro. Per la prima volta nella loro storia criminale, contro i Casamonica viene formalizzata l'imputazione di associazione per delinquere nei confronti di alcuni esponenti della banda. 

I fari degli inquirenti puntano forte sulle aree del clan. Il 1 aprile 2018 il pestaggio al Roxy Bar è il grimaldello: Antonio Casamonica, Alfredo, Vincenzo ed Enrico Di Silvio, responsabili degli atti di violenza ed intimidazione, vengono arrestati per lesioni, minacce e danneggiamento. Il tutto con l'aggravante del metodo mafioso e a pochi mesi da altre infiltrazioni dal metodo mafioso, quelle del clan Spada, contiguo proprio a quello dei Casamonica. L'operazione Gramigna è un altro duro colpo, sia per i 31 arresti che per un'altra scoperta, l'ennesima: Porta Furba è la roccaforte del clan
 

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