Roma snodo di affari criminali: da Spada a Casamonica, la mappa di chi comanda nella Capitale

Il Procuratore Salvi: "Queste organizzazioni non si sono sopraffatte per accaparrarsi spazi, ma hanno cercato di mantenere una situazione di tranquillità per penetrare nel tessuto imprenditoriale del territorio"

Il lavoro non è ancora finito. Gli arresti, tanti, degli ultimi anni e le operazioni, roboanti, di Polizia e Carabinieri che hanno sgominato sodalizi criminali e clan a Roma andrà avanti anche ne prossimi mesi. Già perché il tintinnio di manette che si è sentito ad Ostia, per gli Spada, o a Porta Furba, per i Casamonica, non cesserà anche perché la Capitale "continua a rappresentare uno snodo importante per tutti gli affari leciti ed illeciti".

A dirlo è il Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma, Giovanni Salvi, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario: "Le organizzazioni criminali tradizionali, soprattutto 'ndrangheta e camorra, da lungo tempo acquisiscono, anche a prezzi fuori mercato, immobili, società ed esercizi commerciali nei quali impiegano ingenti risorse economiche provenienti da delitti. In tal modo esse si dotano di fonti di reddito importanti e apparentemente lecite".

Roma fa gola. E' noto. Da tempo e, probabilmente, per molto ancora sarà così. Soprattutto il territorio metropolitano, ma anche l'area limitrofa e il basso Lazio, costituiscono, anche dal punto di vista mafioso, "il teatro di una presenza soggettivamente plurima ed oggettivamente diversificata, a carattere certamente non monopolistico", ha sottolineato Salvi, per poi continuare: "Non c'è un solo soggetto in posizione di forza e dunque di preminenza sugli altri, ma sullo stesso territorio coesistono e interagiscono diverse soggettività criminali".

Ecco, quindi, che il Procuratore Generale disegna una mappa "criminale" come, in passato, aveva fatto anche la Dia. "C'è il gruppo autoctono di tipo mafioso capeggiato da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi" che ha esercitato "un forte condizionamento di rilevanti settori economici e di segmenti strategici della pubblica amministrazione e della politica della città". 

Chi sono gli Spada

C'è poi il gruppo dedito "all'usura, alle estorsioni, al traffico di armi e di stupefacenti, alla gestione ed al controllo delle remunerative attività balneari che a Ostia faceva capo alla famiglia Fasciani, costituita autonomamente nel territorio del litorale, dove opera in alleanza con il gruppo degli Spada. C'è poi il clan dei Casamonica che controlla il quadrante sud-est della capitale". Nonostante gli arresti, quindi, la guardia resta alta. 

Chi sono i Casamonica

Il procuratore generale Salvi ha sottolineato come "queste organizzazioni criminose non hanno operato secondo le più consuete metodologie, cioè attraverso comportamenti manifestamente violenti, non si sono sopraffatte per accaparrarsi maggiori spazi, ma anzi hanno cercato di mantenere una situazione di tranquillità in modo da poter agevolmente realizzare il loro principale obiettivo, ossia una progressiva penetrazione nel tessuto economico ed imprenditoriale del territorio, e soprattutto della Capitale, allo scopo di riciclare e reimpiegare con profitto capitali di provenienza criminosa".

Dalle nuove indagini "emerge un patto esplicito tra le forze", questo per evitare che i contrasti degenerino in atti criminali eclatanti che rischierebbero di attirare l'attenzione degli inquirenti e dei media. 

Per combattere la criminalità organizzata nella Capitale però non basta il lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze dell'ordine, ha avvertito Salvi: "Serve quel moto civile che contribuisca ad ostacolare il radicamento delle organizzazioni e a far crescere una coscienza collettiva. E' questo che vedo sempre più mancante a Roma, città che tutto avvolge in uno sguardo cinico, che sembra aver visto tutto e tutto dimentica".

Spada e Casamonica: la testata di Ostia e l'aggressione al Roxy bar, prima gli arresti poi gli sgomberi

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