Ancora criminalità a Centocelle: forzate le serrande di quattro locali

Nel mirino di ignoti un barbiere ed un pub in via dei Ciclamini ed un bar ed un negozio di parrucchiere in largo Cocconi e via Parlatore

La serranda forzata allo Spany Centocelle

Ancora criminalità a Centocelle dove ignoti hanno forzato le serrande di quattro locali, una birreria, un barbiere, un bar tabacchi ed un parrucchiere. Tentati furti all'apparenza, oppure atti vandalici, quelli che si sono verificati questa notte due volte in via dei Ciclamini, non lontano dal Baraka bistrot, il pub dato alle fiamme il 9 novembre scorso e nelle vicine via Parlatore e largo Cocconi. 

Ad essere presi di mira l'ex Spunky pub Centocelle (locale che ha cambiato da poco gestione per riaprire con il nuovo nome di BisTur) che si trova al civico 115-117, ed un barbiere collocato due negozi dopo, al civico 121 sempre di via dei Ciclamini. 

Il primo tentato furto intorno alle 2:30 dela notte fra il 17 ed il 18 novembre, quando ignoti hanno divelto la serranda della birreria non riuscendo però ad entrare all'interno del locale e provando subito dopo a forzare la serranda del barbiere, anche in questo caso senza riuscire ad entrare nel negozio preso di mira. Lunedì mattina l'amara scoperta con l'arrivo sul posto dei Carabinieri che hanno da subito cominciato le indagini. 

Oltre che in via dei Ciclamini a ricevere una sgradita visita notturna sono stati anche altri due esercizi commerciali adiacenti, uno in largo Girolamo Cocconi ed il secondo in via Francesco Parlatore. 

Nel primo caso nel mirino dei 'criminali' è finito  il bar 'Profumo di caffe'' in largo Girolamo Cocconi dove i banditi hanno rotto le telecamere di sorveglianza e poi hanno tentato di forzare la serranda esterna. Ma in questo caso l'azione dei ladri è stata interrotta dal passaggio di una pattuglia dei carabineiri. 

Unico tentativo andato a segno è invece avvenuto in un negozio di parrucchieri gestito da alcuni cittadini cinesi, in via Filippo Parlatore 37, in cui ignoti hanno divelto la serranda poco dopo la mezzanotte rubando circa 80 euro. 

Proprio stanotte i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, che hanno aumentato i servizi di controllo nel quartiere proprio alla luce dei recenti fatti di cronaca, hanno fermato in viale Palmiro Togliatti (altezza via dei Ciclamini) tre cittadini albanesi che si aggiravano in auto con fare sospetto. Resta da comprendere se siano legati ai tentati furti avvenuti nella zona o avessero nel mirino altri obiettivi. 

Sottoposti a controllo all'interno della loro vettura i militari dell'Arma hanno trovato attrezzzi e arnesi atti allo scasso. Resta da comprendere se la loro presenza in zona sia legata ai tentati furti avvenuti nella notte o se i tre avessero nel mirino altri obiettivi. 

VIDEO | Il titolare del pub: "Temevo lo avessero incendiato"

Torna dunque la paura criminalità nel popoloso e popolare quartiere di Roma sud est che risale alla ribalta delle cronache cittadine e nazionali dopo una serie di attentati incendiari iniziati lo scorso 25 aprile, quando venne data alle fiamme la libreria antifascista La Pecora Elettrica. Un campanello d'allarme a cui fece seguito un secondo incendio doloso che distrusse un vicino locale inaugurato con la Primavera di Centocelle, la pinseria Cento55 (il 9 ottobre).

Il terzo incendio in sette mesi con mano dolosa ancora alla Pecora Elettrica, la notte fra il 5 ed il 6 novembre, ovvero 24 ore prima della programmata riapertura del locale (prevista il 7 novembre).  Un attentato che aveva trovato la risposta non solo degli abitanti di Centocelle e della rete di commercianti e negoziani del quartiere, ma di tutta la città con una grande manifestazione che vide scendere fra le strade del quartiere del V Municipio circa 3000 persone al grido di "Combatti la paura. Difendi il quartiere" (era il 7 novembre).

Nemmeno il tempo di rialzare la testa che il quartiere si risveglia con un altro attentato incendiario, il quarto nel giro di sette mesi. Ad essere distrutto da un rogo doloso la notte fra l'8 ed il 9 novembre il Baraka Bistrot, fra i primi locali che dieci anni fa inaugurarono la stagione della movida di Centocelle. Un vasto incendio che distrusse il locale che si trova in via dei Ciclamini riaccendendo la paura fra la rete dei commercianti e gli abitanti del quartiere. 

Il quartiere non molla, gli abitanti non si vogliono far intimidire e scendono ancora in piazza per far sentire la loro voce (il 15 novembre). Lo slogan è sempre lo stesso: "Combatti la paura, difendi il quartiere", ma in strada ci sono ancora più persone rispetto al precedente corteo (circa 5mila i partecipanti). 

Stanotte l'ennesimo fatto di cronaca, meno grave rispetto agli attentati incendiari ma altrettanto inquietante, che colpisce ancora una volta i locali di via dei Ciclamini (dove venne incendiato anche il Baraka Bistrot ed a poche centinaia di metri dalla Pecora Elettrica e dalla pinseria Cento55).

Incendi e furti per spaventare il quartiere 

Due tentati furti o avvertimenti che, seppur non andati a segno, hanno arrecato altre spese per i commercianti riaccendendo il timore di un nemico invisibile che prosegue la sua opera di minare la tranquillità di residenti e negozianti della zona. 

Tentati furti via dei Ciclamini 18.11.19 2-3

Proprio domenica sera Centocelle aveva ricevuto la visita a sorpresa di Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio dei Ministri ha radunato attorno ad un tavolo i proprietari de 'La Pecora elettrica' e del 'Baraka bistrot'. 

Una cena "improvvisata", che si è tenuta in un ristorante di Centocelle, da 'Dante', non lontano dai locali incendiati. Un faccia a faccia senza telecamere e fotografi, voluto dal Primo ministro che ha assicurato il pieno supporto del Presidente del Consiglio a Danilo e Alessandra de 'La Pecora elettrica' e a Marco Nacchia del 'Baraka bistrot'. 

"Ieri sera erano le 20 circa, ero in strada - racconta alla Agenzia Dire Danilo de 'La Pecora elettrica',- avevo appena terminato una riunione, quando mi squilla il telefono, rispondo e dall'altra parte sento: 'Buonasera sono Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio, vorrei incontrarvi. Vi va di andare a cena insieme?'". In poco tempo, Conte è arrivato in via degli Olivi.

"È stata una chiacchierata molto informale - racconta Danilo - durante la quale Conte ci ha chiesto come poter essere utile. Noi non gli abbiamo dato ancora delle risposte e lui ci ha detto, gentilmente, di prenderci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno".

"Se in questo momento non ve la sentite di riaprire, capisco - ha detto Conte ai partecipanti alla cena - ma spero davvero che ripartirete per poter dare un segnale molto importante".

Giuseppe Conte, secondo quanto si apprende, nel ribadire la totale vicinanza e disponibilità del presidente del Consiglio ad una ripartenza delle attività, ha dato appuntamento ai gestori di Centocelle a fra due settimane. Una presenza istituzionale che non ha scoraggiato la criminalità che stanotte ha colpito ancora riaccendendo il timore nel quartiere. 
 

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