Caso Lander, blitz nella sede dell'agenzia di stampa spagnola Efe in piazza Navona

A compiere il gesto i militanti del comitato 'Un caso basco a Roma' con l'obiettivo "rompere il silenzio" attorno al caso dell'attivista basco. I giornalisti raccontano di essere stati aggrediti

L'immagine del blitz pubblicata sul sito di 'Un caso basco a Roma'

Blitz nella sede romana dell'agenzia di stampa spagnola Efe in piazza Navona 106. A compiere il gesto un gruppo di militanti del Comitato 'Un caso basco a Roma' per protestare contro il processo in Spagna a  Lander Fernandez Arrinda arrestato con l'accusa di aver dato fuoco a un autobus nel corso di una manifestazione avvenuta 11 anni fa. Come scrivono gli attivisti in un comunicato, l'azione "ha puntato l'indice contro la principale agenzia stampa" per gli attivisti "sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi".

Secondo quanto si apprende, gli attivisti hanno preteso dai giornalisti della redazione la pubblicazione di una notizia sul caso che però è stata rifiutata. Ci sono stati momenti di tensione prima che i militanti si allontanassero. I giornalisti denunciano di essere stati aggrediti. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia, chiamata dalla Efe e arrivata quando i militanti si erano già allontanati. Gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze del personale dell'agenzia.

"L'azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l'ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda” si legge in un comunicato del Comitato 'Un caso basco a Roma'. Lander il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell'Audiencia Nacional di Madrid. Per i manifestanti si tratta di una “montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà”.

Continua il comunicato: "Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l'accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid".

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