Spada e Casamonica: la testata di Ostia e l'aggressione al Roxy bar, prima gli arresti poi gli sgomberi

Le due famiglie di origine sinti sono state messe alle corde nell'ultimo anno, prima delle forze dell'ordine con i tanti arresti, poi dalle istituzioni con gli sgomberi

Gli inquirenti non vogliono ammetterlo ma un dato, almeno cronologico, è chiaro: la testata di Roberto Spada ha innescato un effetto domino a Ostia; l'aggressione al Roxy Bar alla Romanina lo stesso. Spada e Casamonica da "semplici" famiglie sono diventati veri e propri clan, entrambi con il marchio di "mafia" che, fino ad allora, non li aveva mai sfiorati. Due destini simili, seppure con sfumature diverse. Due gruppi sinti che, negli anni, pian piano hanno scalato le gerarchie nel mondo criminale romano. 

La Direzione Distrettuale Antimafia era sulle loro tracce da tempo segnalando "l'operatività di diverse formazioni criminali ben strutturate". Tra le ordinanze i cognomi Casamonica e Spada, con riferimenti e agganci alle organizzazioni campane, calabresi e siciliane, si leggono da tempo: i Casamonica non sono più i venditori di cavalli, gli Spada non sono più succubi di Fasciani o Triassi.

Anche perché 'giostrai' e 'pugili' non potevano essere così ricchi. Entrambi, già conosciuti alle forze dell'ordine, nel corso degli anni hanno visto sequestri di beni e diversi membri delle loro famiglie in carcere. Chi per un motivo, chi per l'altro. Il modus operandi è lo stesso: spaccio, usura ed estorsioni. Casamonica come Spada, legati anche da patti di affari e di famiglia con matrimoni più o meno combinati con il solo scopo di restare uniti. 

Un po' come con Risiko. L'obiettivo è conquistare i territori, ma soprattutto difendere ciò che si è ottenuto. Roma sud, per i Casamonica, Ostia, per gli Spada. Gli anni passano, gli arresti si susseguono, ma manca il grimaldello. Le famiglie se la cavano perché, seppure protagonisti di affari criminali, l'aggravante mafiosa manca e tante pene vengono ridotte. Ecco la svolta. Quasi inaspettata. 

Bisogna tornare indietro di un anno. Daniele Piervincenzi e il film maker Edoardo Anselmi, vanno ad Ostia Nuova, in via Antonio Forni, fuori la Femus Boxe: lo scopo è quello di portare a casa, per il programma Rai 'Nemo - Nessuno escluso', qualche dichiarazione di Roberto Spada, chiacchierato fratello del boss Carmine ma all'epoca dei fatti "incensurato" (così si dichiarava). Dopo una serie di domande sulla presunta relazione con CasaPound, Spada perde la testa, anzi la testata. 

Il clan Spada: dagli omicidi alle case popolari

Passa alle vie di fatto e arriva l'ormai "famosa" testata sul volto del giornalista, poi i colpi con un manganello che aveva in mano. Quindi l'aggressione al cameraman. Il video fa il giro del web e delle tv, la Dda inizia ad indagare sul fatto. Ecco il grimaldello per Ostia. Viene riconosciuta l'aggravante mafiosa, Roberto Spada viene portato nel carcere di massima sicurezza a Tolmezzo e i faldoni di indagini delle forze dell'ordine ne beneficiano. 

L'operazione Eclissi, che segue il blitz degli arresti di Sub Urbe, smantella il clan. Ad Ostia si torna a sparare, ma le sirene di Polizia e Carabinieri bloccano anche il gruppo rivale che voleva approfittare del colpo inflitto agli Spada. Nel frattempo, anche il racket delle case abusive di Ostia subisce un duro colpo: la Polizia Locale e il Comune sgomberano gli appartamenti occupati da membri della famiglia Spada. Case popolari che, all'interno, mostrano arredi kitsch, mezzi busti in marmo e troni. 

Un film già visto? Certo. Il parallelo con i Casamonica c'è. I 'giostrai' sono caduti vittime della loro strafottenza, come è successo con Roberto Spada. Quel sentimento di impunità questa volta, invece, gli si è ritorto contro. Primo aprile, nessuno scherzo, solo la cruda realtà. aggrediscono una disabile e il gestore del Roxy Bar. Anche in questo caso le immagini delle videocamere di sorveglianza sono la loro prima condanna. L'opinione pubblica accende il faro, le forze dell'ordine accelerano. 

Chi sono i Casamonica: così hanno preso Roma sud

Antonio Casamonica, Alfredo Di Silvio, Vincenzo Di Silvio ed Enrico Di Silvio vengono accusati, a vario titolo, di lesioni, minacce e danneggiamento. Tutto aggravato dal metodo mafioso. Ecco il secondo grimaldello. Poi è storia, recente. Per anni dall'Anagnina alla Romanina, da Cinecittà al Tuscolano, chi non si piegava alla famiglia subiva ritorsioni.

Il "qui comandiamo noi" fa un po' meno paura. Il funerale show di Vittorio Casamonica e le ville in stile Scarface con cavalli dorati e troni non fanno più sorridere. L'operazione Gramigna è un duro colpo, anche grazie a Debora la 'gagè' ribelle della famiglia che ha svelato le logiche del clan, tra le ordinanze si leggono cose sempre più certe come il collegamento con gli Spada, e Porta Furba riconosciuta come roccaforte della famiglia.

Video: dentro le ville dei Casamonica

Dopo gli arresti, come con gli amici - parenti di Ostia, scattano gli sgomberi. Questi al Quadraro: le ville dei Casamonica, alcune anche allacciate abusivamente alla rete elettrica, hanno raccontato case di illegalità nascoste tra mura sfarzose e arredi un tantinello kitsch. Dopo gli sgomberi anche il primo colpo di ruspa. "La pacchia è finita", assicura il Matteo Salvini. Un momento "storico per Roma e per i romani", sottolinea Virginia Raggi

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