Il miracolo del funerale show: Roma si scopre città mafiosa

L'assessore alla legalità Alfonso Sabella: "Quanto avvenuto dimostra che nella Capitale esistono organizzazioni di tipo mafioso legate ai rituali tipici e simbolici delle mafie tradizionali"

Frame video SkyTg24

"Dunque anche a Roma...". Più delle inchieste giornalistiche, più della tempesta perfetta di Mafia Capitale, più di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, più di tutto e tutti potè Vittorio Casamonica, o meglio il suo ricordo. Già perché il funerale del capofamiglia dei rom abruzzesi sembra aver scardinato nell'immaginario dell'opinione pubblica le ultime resistenze ad associare la parola Mafia alla città di Roma.

Potenti, potentissime, le immagini della Chiesa di Don Bosco addobbata con le gigantografie del Re di Roma. Arrogante quanto assordante la litania del Padrino che ha accolto Re Vittorio all'ingresso in Chiesa. Esagerati i petali piovuti dal cielo da un elicottero che nessuno sa come potesse volare sopra quella chiesa. Troppo di tutto per derubricare, come accaduto sinora, a folklore, a tradizione rom, a semplice manifestazione culturale.

E' l'assessore alla legalità Alfonso Sabella a non usare giri di parole: "Quanto avvenuto dimostra che nella Capitale esistono organizzazioni di tipo mafioso legate  peraltro ai rituali tipici e simbolici delle mafie tradizionali. Tali rituali sono volti a manifestare pubblicamente la potenza e l'arroganza del sodalizio allo scopo  di rafforzare quel clima di intimidazione e omertà che consente di mantenere il controllo del territorio". E Sabella entra anche nel dettaglio: "La Roll Royce è la  vettura solitamente utilizzata per tutti i matrimoni dei boss di Cosa nostra, i funerali dei capi mafia degli anni '60 e '70 vedevano sempre presenti cavalli bardati  di ottone che trainavano il carro funebre e anche Leoluca Bagarella aveva scelto quale sottofondo musicale per il video delle sue nozze la musica de Il Padrino. 

Sabella descrive poi "l'elicottero come una novità chiaramente finalizzata a una ulteriore spettacolarizzazione di un evento doloroso per dimostrare ai 'sudditi' la potenza e la ricchezza del defunto Re e dei suoi principi ereditari e per marcare la capacità del sodalizio di agire come se non solo la terra ma anche il cielo della Capitale sia cosa loro".

Un funerale deflagrante, a livello mediatico, quanto una bomba che ricorda e riporta alla mente le esequie di Lucky Luciano. Ma chi è Vittorio Casamonica? Chi sono questi Casamonica? Vittorio Casamonica è il capo famiglia, il punto di riferimento degli oltre 1000 appartenenti (secondo l'ex squadra della mobile Vittorio Rizzi, ndr) alla famiglia di Roma Sud. Secondo la Questura di Roma Re Vittorio "risulta ai margini degli ambienti criminali, come confermato dalle recenti attività investigative nel corso delle quali lo stesso non è mai emerso". Una brava persona, un buono, un generoso lo descrivevano ieri fuori dalla Chiesa. Che fosse però uno che conta lo racconta il funerale, lo raccontano quei manifesti che lo dipingono come un Re conquistatore. Re, uno dei quattro disegnati da Lirio Abbate, nell'inchiesta giornalistica che disvelò e anticipò di oltre un anno quella che poi sarebbe stata Mafia Capitale. 

E la famiglia di Re Vittorio non è solo folklore. Il nome proviene dagli omonimi rom stanziali, originari dell'Abruzzo e giunti da Pescara nella Capitale negli anni settanta. Dediti al commercio di cavalli, tanto remunerativo da dar mangiare, secondo i membri della famiglia, a tutti, i Casamonica hanno nel tempo impiantato i propri affari nelle zona sud ed est di Roma. Il loro feudo storico è tra Morena e la Romanina. Qui hanno le loro ville ed hanno eretto le basi per i propri affari. Anagnina, Porta Furba e Tuscolano sono i feudi dove si estende il loro controllo.

Secondo la Direzione Investigativa Antimafia sarebbe la struttura criminale più potente e radicata del Lazio. Il patrimonio viene stimato in circa 90 milioni di euro. Di cosa si occupano? Praticamente di tutto: dall'edilizia, al settore immobiliare, dalla ristorazione agli stabilimenti balneari. Le loro mani sono ovunque. Varie indagini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno accertato che l'attività usuraria è fiorente con una capillarità totale sul territori.

Sono ricchissimi e non fanno nulla per nasconderlo. Per farsene un'idea basta guardare i loro profili facebook dove ville, macchine di lusso, gioielli, sono lo sfondo di una ricchezza tutta da ostentare.

Sono state poi le operazioni che hanno portato agli arresti di alcuni membri a mostrare rubinetti d'oro, ville sfarzose, gioielli, macchine di lusso e denaro. Due le operazioni più importanti per svelare gli affari dei Casamonica. La prima del 2004. A coordinarla la DIA e la Procura Distrettuale Antimafia. Secondo quell'inchiesta fu accertato che il capitale ricavato dai traffici illeciti veniva investito nell'edilizia per costruire ville e in società romane, la restante parte del denaro era custodita in alcune banche nel Principato di Monaco, per un totale di diversi milioni di euro.

Il secondo storico blitz fu quello del gennaio del 2012. Una maxi operazione di polizia e carabinieri a Roma contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, portò in manette 39 esponenti della famiglia e al sequestro di beni per milioni e milioni di euro. In quell'occasione, per la prima volta nella loro storia criminale, si provò a formalizzare l'imputazione di associazione per delinquere nei confronti di alcuni esponenti della banda. Molti di loro però sono stati scagionati e gran parte dei beni sono stati a loro riconsegnati.

In mondo di Mezzo i Casamonica vengono citati più volte, ma solo marginalmente. Sono lì, sullo sfondo, potenti, potentissimi, da interpellare se c'è da muovere anche solo una foglia. Da ieri, dal 20 agosto, quel funerale, quelle immagini, hanno iscritto questa famiglia nell'immaginario nazionale, ergendoli a nuovo simbolo della Capitale e del suo lento, quanto inesorabile, declino.

IL FATTO Funerale show per il Re di Roma Vittorio Casamonica
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