San Lorenzo: turisti truffati, la casa vacanza era in realtà un box auto

La scoperta da parte della polizia impegnata nei controlli amministrativi nelle strutture ricettive del quartiere universitario

Su internet era pubblicizzata come una vera casa vacanza dotata di tutti i comfort a San Lorenzo. A scoprire l'amara realtà erano poi i turisti che si trovavano alloggiati in un box auto. A metterre fine alla truffa sono stati gli agenti del commissariato locale di polizia, diretto da Luigi Mangino, che hanno intensificato i controlli amministrativi nel quartitere universitario passando al settaccio le strutture ricettive della zona. 

Decine le verifiche effettuate dagli investigatori tra affittacamere, B&B e case vacanze, molte delle quali risultate essere completamente abusive ovvero sprovviste sia dell’autorizzazione amministrativa rilasciata dal comune di Roma e sia dall’abilitazione al portale “Alloggiati Web” rilasciata dalla Questura di Roma, necessaria per la segnalazione (con finalità di prevenzione del terrorismo) delle persone alloggiate.

Tra queste anche il box auto venduto come casa vacanza in via dei Sabelli. Dalle verifiche effettuate è emerso che, nonostante sui vari portali online fosse pubblicizzata come un appartamento vero e proprio, dotato di tutti i confort, in realtà era stata ricavata all’interno di un box  auto posto al piano seminterrato di un condominio.

Ai malcapitati turisti, quasi tutti stranieri, una volta arrivati in Italia e scoperto l’imbroglio, non restava che accettare tale sistemazione di fortuna.

La titolare dell’attività, una donna di 30 anni, è stata segnalata all’autorità giudiziaria per la mancata comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza delle persone alloggiate nonché multata per aver attivato la struttura senza la prescritta licenza comunale.

Un altro gestore invece, un uomo di 30 anni, titolare di un appartamento privato sempre di via dei Sabelli, è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato di peculato. Dalle verifiche effettuate, infatti, è emerso che lo stesso, sistematicamente, tratteneva abusivamente per sé parte di quanto riscosso per conto del Comune di Roma a titolo di tassa di soggiorno.

Con l’intento poi di coprire tale illecita contabilità parallela, decideva di omettere molte segnalazioni previste dall’art. 109 del T.U.L.P.S.
 

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