Casa Ater "regalata" ai pusher e usata come rifugio. Omertà e 50 clienti al giorno: lo spaccio in via Corinaldo

I Carabinieri, nell'ennesima operazione di controllo del territorio, hanno scoperto un rifugio di un gruppo di spacciatori che utilizzava proprietà Ater per nascondersi

Potenzialmente, a notte, si possono guadagnare circa 2500 euro. In via Corinaldo, a San Basilio, se parliamo di cocaina il giro d'affari è questo. Quando cala il buio, nel quartiere si possono contare tra i 40 e i 50 clienti che, individualmente e in media, arrivano a spendere circa 50 euro per comprare la dose quotidiana di sballo. 

Nella lotta continua tra "guardie" e spacciatori ci si ingegna. Se i primi lavorano con meticolosi servizi di appostamento, gli altri si barcamenano come possono; un po' conoscendo e studiando il territorio, un po' facendo leva sul loro carisma. Caratteri forti che possono anche sfruttare l'omertà del quartiere, soprattutto tra i giovani.

Le mosse dei pusher di San Basilio

Tra le forze dell'ordine, chi mastica costantemente il territorio, non fatica a raccontare quanto sia difficoltoso recepire informazioni dai residenti dei palazzi che affacciano su quella strada. Chi aiuta gli inquirenti sono invece le persone anziane. Loro, che per anni hanno vissuto in via Corinaldo, non ci stanno, proprio non possono vedere il territorio così e denunciano, facendo da sentinelle per Polizia e Carabinieri.

Gli spacciatori, che da tempo ormai frequentano quel quadrante, però si sono ingegnati sfruttando ogni spazio di manovra possibile, anche se si tratta di utilizzare proprietà dell'Ater: una volta occupando un appartamento, un'altra trasformandolo come base dello spaccio oppure costruendo, da zero, dei veri e propri manufatti: casette in legno, con tanto di braciere per distruggere ogni traccia della droga venduta

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Casa Ater utilizzata come rifugio in via Corinaldo

I Carabinieri del nucleo operativo di Montesacro, nell'ultima operazione, hanno scoperto un nuovo rifugio. Con una ricostruzione di tutta la filiera dello spaccio, i militari coordinati dal Maggiore Antonino Spinnato, hanno ottenuto il sequestro preventivo di un appartamento in via Corinaldo.

Il motivo? L'appartamento dell'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale pubblica, ufficialmente e regolarmente assegnato ad una donna era stato sostanzialmente "regalato" ad un gruppo di pusher.

La casa Ater era ormai conosciuta come punto di ritrovo di spacciatori e acquirenti, e veniva utilizzata sia come deposito della droga, ma anche come rifugio durante i blitz delle forze dell'ordine.

I pusher, secondo quanto emerso delle indagini, pacciavano approvvigionandosi attraverso un foro praticato sulla parete dell'androne del palazzo; quando però i Carabinieri riuscivano ad entrare di sorpresa, per un blitz, gli spacciatori scappavano nell'appartamento messo a disposizione, gettando la droga nel water e facendo finta di nulla.

Non solo. Grazie ad una sedia posizionata vicino ad una finestra si riusciva ad avere anche una buona visuale della piazza di spaccio e così la vedetta casalinga di turno sarebbe stata pronta nel dare l'allarme. 

I prezzi della cocaina in via Corinaldo 

In alcuni casi però i militari sono riusciti ad entrare nell'appartamento, blindato ex novo, e recuperare alcune dosi di droga, comprovando di fatto quella che era oramai divenuta una prassi. Sotto quell'appartamento la clientela era varia e quotidiana.

Gli spacciatori avevano messo a punto un sistema di spaccio finalizzato a confondere il più possibile le forze dell'ordine. I pusher ruotavano, la droga venduta era perlopiù cocaina, all'occorrenza anche la marijuana, e i prezzi delle singole dosi oscillavano da 20 fino a 50 euro.

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Sequestrato appartamento Ater a San Basilio

Informata la Procura della Repubblica di Roma, che ha sposato in pieno la tesi probatoria dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Montesacro, è stato richiesto il sequestro preventivo dell'appartamento che il Gip del Tribunale di Roma ha concesso lo scorso 20 giugno.

L'assegnataria dell’appartamento, una donna, è ora indagata per aver violato la normativa sugli stupefacenti. Le indagini dei militari dell'Arma, inoltre, dovranno stabilire anche se quella casa è stata "regalata", quindi data ai pusher senza compenso, oppure se per il "disturbo" chi spacciava destinava una quota di denaro alla reale assegnataria dell'immobile che, nel frattempo, è stato affidato in custodia giudiziaria all'ente Ater proprietario.

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