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“Stop sgomberi, stop sfratti”: Movimenti al Brancaccio contro il “Pd Tronca Roma”

Quattrocento i manifestanti tra gli attivisti de La Carovana delle Periferie e quelli dei movimenti per il diritto all'abitare che hanno protestato in occasione dell'incontro "#Per Roma", con Orfini ed i presidenti dei municipi

La Carovana delle Periferie al Teatro Brancaccio (foto twitter CarovanaP)

"Stop sgomberi", "Stop sfratti" e un grido di opposizione contro un commissario che "Tronca Roma". Tende, striscioni, manifesti e slogan di protesta hanno accompagnato questa mattina l'incontro organizzato dai minisindaci del Pd in vista delle prossime elezioni capitoline dal titolo  #Per Roma - le esperienze di governo del centrosinistra per il rilancio della Capitale. Nel piazzale antistante il Teatro Brancaccio, dove per l'occasione si è presentato anche il commissario del Pd romano Matteo Orfini, si è radunato sia un gruppo di attivisti della Carovana delle Periferie sia i movimenti per il diritto all'abitare romani, sfrattati, inquilini dei residence. Con loro anche alcune madri in piazza per protestare "contro la privatizzazione degli asili comunali" denunciano. "Il Pd Tronca Roma” le parole scritte sotto una gigantografia che ritraeva l'ormai famosa cena Ozzimo-Poletti Alemanno-Marroni-Panzironi-Casamonica. Su altri cartelloni si leggeva “Diritto all''abitare per tutti e tutte”, “Stop sfratti”, “Stop sgomberi”, “No articolo 5”. 

“PD PARTITO MAFIA CAPITALE” - Un corteo statico e pacifico con i manifestanti ad urlare: "Vergogna. Pd partito Mafia Capitale. Avevano detto che sarebbe stata una assemblea pubblica e che ci avrebbero fatti entrare. Invece - scrive l'Agenzia Dire - c’è uno schieramento di forze dell’ordine inutile che ci ha impedito la partecipazione. Questo testimonia l'esclusione sociale, il partito non vuole dialogare con poveri e precari e non li rappresenta". Nessuna tensione nemmeno con le forze dell’ordine che con un cordone non hanno permesso ai manifestanti di accedere al Teatro Brancaccio. 

TENDA IN VIA MECENATE - I Movimenti per il diritto all'abitare hanno bloccato il traffico di via Mecenate. L'accesso alla strada era infatti interdetto da una tenda che i manifestanti avevano piazzato sulle strisce pedonali. Slogan di protesta si sono levati anche contro gli ultimi sindaci del centro sinistra: "Rutelli, Veltroni, Marino". 

L'INCONTRO CON ORFINI - Come scrive ancora la Dire, una delegazione dei Movimenti per il diritto all'abitare è stata incontrata dal commissario Pd Roma e presidente nazionale Matteo Orfini:Con i movimenti è stato un incontro utile, hanno posto esigenze condivisibili. Credo che tutti a Roma debbano capire che l'emergenza abitativa non è una questione di ordine pubblico ma una grande questione sociale che la politica deve affrontare come tale. Non va gestita così, questi temi devono trovare una risposta: in questo senso c’è un'importantissima delibera regionale ferma da tanto tempo che ora il presidente Zingaretti si è attivato a sbloccare a breve e questo deve avvenrire, perchè può essere un pezzo della soluzione". 

CONFRONTO SULL'ART.5 -Inoltre c’é da intervenire sugli strumenti amministrativi con cui questo tema è stato gestito, anche dal centrosinistra, e che a volte sono risultati criminogeni: c’é un tema di correzione dell'articolo 5 della legge Lupi su cui c’é una discussione aperta in legge di stabilitàAi movimenti - ha concluso il commissario del Pd Roma - ho dato una disponibilità al confronto e all'apertura di un vero tavolo politico vero, ovviamente non siamo d'accordo con tutto ma alcune delle questioni che loro pongono non possono non essere accolte. Non si può rispondere con le forze dell'ordine all'esclusione e al disagio sociale".

L'APPELLO DEI MOVIMENTI - "I discorsi che in questi giorni si susseguono intorno alle sorti del PD romano, alla tornata elettorale e ai destini del centrosinistra, riescono ad appassionare solo gli addetti ai lavori" hanno scritto i movimenti in una nota. "C’è una città intera alle prese con una crisi economica profonda e che deve affrontare emergenze quotidiane davvero serie" continuano. "Soprattutto il disagio sociale diventa il principale obiettivo delle dinamiche coercitive: sfratti, sgomberi, tagli di stipendio, precarietà lavorativa, retate, identificazioni, precettazioni. Come se la povertà e la precarietà fossero una colpa da attibuire ai poveri e ai precari stessi, e coloro che lottano contro di esse potessero essere rinchiusi nell’etichetta degli “irresponsabili che disturbano il manovratore”. E ancora: "Siamo estranei agli stanchi e dannosi rituali di partiti che da tempo non sono piu’ in grado di misurarsi con la realtà che soffre e pulsa fuori dal palazzo. […] Chi dice di voler parlare alla città non potrà certo farlo con la parte più addomesticata e consenziente, c’è una città di sotto che attende risposte concrete. Non permetteremo che si parli di Roma dimenticando i drammi sociali che ogni giorno avvengono nella capitale". 

LA CAROVANA DELLE PERIFERIE - Per motivare la propria protesta la Carovana delle periferie ha spiegato: “Al teatro Brancaccio - si legge sulla loro pagina Facebook - sabato si riunisce a convegno lo stato maggiore del Pd romano, ossia il partito che porta la responsabilità dell’amministrazione di Roma e del suo commissariamento ma soprattutto delle nefandezze venute clamorosamente alla luce nell’ultimo anno. L’ultima in ordine di tempo è il famigerato DUP (Documento Unico di Programmazione) emanato dal commissario/prefetto Tronca e che mette in pratica le delibere decise durante la Giunta Marino”.

IPOTECA SULLA CITTA’ -Questo documento rappresenta una ipoteca micidiale sulla città, sui servizi sociali, sui salari dei lavoratori capitolini, sulle aziende municipalizzate, sul patrimonio abitativo e gli spazi sociali. Decisioni già indicate nell’ultimo bilancio lacrime e sangue varato dal Comune di Roma e che adesso si manifestano come una vera e propria mannaia con ulteriori tagli, privatizzazioni, sgomberi. Sul Pd romano pesano poi le collusioni ed ora le condanne per Mafia Capitale, vero e proprio verminaio di affari e complicità con interessi di reti malavitose e neofasciste soprattutto nel campo delle cooperative sociali e dell’accoglienza”.

COMUNE E REGIONE -Ma il Pd non ha la responsabilità solo nelle scelte comunali - scrive ancora La Carovana delle Periferie -. Pesano infatti anche le scelte fatte come governo della Regione Lazio, a cominciare dalla omissione dell’Agenda Urbana – e delle esigenze popolari e del territorio completamente disattese – prevista dai Fondi Europei. Pesano scelte che hanno premiato speculatori e palazzinari-amici come quella del grattacielo del Torrino, dei Piani di Zona, dei Punti Verde Qualità. Scelte che hanno premiato i soliti noti, portato al boom del debito, penalizzato migliaia di famiglie soprattutto nei quartieri della periferia. Pesano scelte che hanno volutamente portato al degrado i servizi pubblici per spianare poi la strada alle privatizzazioni di Atac, Ama, Acea, asili nido. Scelte nefaste e inaccettabili di fronte alle dichiarate carenze di organico tra i lavoratori occupati nel Comune e nelle aziende municipalizzate".

RESPONSABILITA’ DELLE PERIFERIE - “Il Pd di Roma porta con se enormi responsabilità a tutti i livelli di Governo – dalla Regione al Comune ai Municipi – e oggi siamo in piazza per ricordargliele tutte e impedire che le liturgie della campagna elettorale facilitino la vita a chi ha memoria corta e coscienza sporca. Noi riteniamo - concludeva l’invito de La Carovana delle Periferie - che queste responsabilità vadano denunciate con forza e che le priorità nelle scelte strategiche sulla città vadano rovesciate, portando in primo piano le esigenze popolari delle periferie, le condizioni di vita delle famiglie, le esigenze dei disoccupati e dei lavoratori, il carattere pubblico e sociale dei servizi”.

NESSUNA CRITICITA’ - Un sit in senza criticità, come confermato dalla Questura di Roma che in una nota scrive: “Davanti al Teatro Brancaccio,  in occasione della conferenza organizzata dal PD e da Sel, si sono radunati circa 400 manifestanti appartenenti a “Blocco metropolitano” e  “Movimento lotta per la casa”. Nella circostanza, è stato esposto uno striscione del seguente tenore “Casa, lavoro, reddito, servizi carovita delle periferie” ed alcune fotografie ritraenti il ministro Poletti, un appartenente alla famiglia dei Casamonica e Alemanno, recanti la firma “disoccupati lista VII municipio”. La presenza delle Forze dell’Ordine, in un contesto di confronto democratico, ha garantito il sereno svolgimento del convegno, nonostante la manifestazione non fosse stata preavvisata, e che non si congestionasse il traffico veicolare su via Merulana". 

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