Carcere di Velletri, Sippe: "Preoccupati per apertura Reparto Psichiatrico, manca personale”

Carmine Olanda: "La ASL RM6 di Albano Laziale si deve prendere le sue responsabilità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

E’ stata annunciata l’apertura di un nuovo repartino Psichiatrico nel carcere di Velletri, prevista per giorno 18 febbraio 2019. Il repartino è composto da quattro stanze - per un totale di cinque posti letto - destinato all’ osservazione dei detenuti che manifestano problemi di natura Psichiatrica. A darne notizia sono i sindacalisti del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Carmine Olanda e Ciro Borrelli che da sempre denunciano l’esigenza di gestire questa tipologia di detenuti dal personale Sanitario specializzato e in luoghi adatti che non siamo il carcere. I detenuti che manifestano problemi di natura psichiatrica non possono essere gestiti dalla sola Polizia Penitenziaria e del medico di guardia.

Siamo fortemente preoccupati – commentano i sindacalisti – sulla nuova gestione del repartino, la Direzione ha voluto aprirlo senza tenere conto della mancanza del personale – mancano le figure professionali -, che attualmente risultano essere numericamente non sufficiente e adeguate a garantire il servizio h24. Assurdo – continuano Olanda e Borrelli - il sevizio sanitario del repartino - secondo le Autorità - deve essere gestito da un solo Psichiatra e infermiere, che dovrebbero garantire la loro presenza dal lunedì al sabato solo dalle ore 8 alle 14 per poi fare ricadere la gestione del reparto al medico di guardia. Mentre il personale di Polizia Penitenziaria addetto al controllo detenuti, garantisce il servizio dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 14 e dalle ore 14 alle 20 e domenica solo dalle ore 8 alle 14 per poi fare ricadere il servizio sull’ Agente responsabile della sezione affiancata al repartino.

Giorno 11 febbraio 2019 la Direzione di Velletri aveva convocato le sigle sindacali per discutere l’organizzazione del lavoro del repartino, ma il Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) insieme ad alcune sigle sindacali, si è astenuto dalla contrattazione decentrata perché le condizioni contenute nella informazione preventiva fornita della Direzione sulla gestione del repartino, erano assurde e non accettabili. Abbiamo dimostrato il nostro dissenso alla disorganizzazione e la superficialità di come le Autorità di competenza gestiscono la struttura penitenziaria.

Come sindacato abbiamo sempre denunciato lo scandalo clamoroso di come viene gestito il personale Sanitario nel Carcere di Velletri – commenta Olanda – durante la settimana presso l’infermeria del carcere nel turno della mattina prestano servizio cinque medici – uno schiaffo morale ai pazienti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Velletri dove prestano solo due medici – oltre al danno anche la beffa, nonostante cinque medici in servizio al carcere di Velletri, la ASL RM6 non garantisce il servizio sanitario h24 al nuovo Padiglione D che ospita la media di 225 ai 264 detenuti. Uno scandalo senza precedenti. Attualmente la categoria degli infermieri presso il carcere è fortemente al disotto del numero previsto, ne lavorano tre di giorno (con ben cinque medici), due di pomeriggio (con un medico) e uno di notte (con un medico) a fronte di una popolazione detenuta che porta la media di 585 presone ristrette.

La ASL RM6 di Albano Laziale – continua Olanda – si deve prendere le sue responsabilità e ci deve dire chi deve gestire i detenuti ristretti nel repartino Psichiatrico nelle ore che lo Psichiatra e l’infermiere smontano dal servizio, come la Direzione ci deve dire come ha deciso di aprire il repartino senza una contrattazione sindacale decentrata sull’ organizzazione del lavoro. Come sindacato pensiamo di vivere in un Paese democratico e non in una dittatura.

L’ ASL RM6 di Albano Laziale – concludono i sindacalisti - continua a lavarsi le mani come Ponzio Pilato con la complicità della Direzione di Velletri che finta di non vedere e sentire, lasciando questa tipologia di detenuti alla sola gestione della Polizia Penitenziaria, quando ci dovrebbero essere a disposizione per ogni turno di servizio tutte le figure professionali - Psichiatri ed Infermieri -. E’ giunta l’ora che le Autorità di competenza intervengono con urgenza sulla problematica e non girarsi dall’ altra parte come recita la ASL RM6. Auspichiamo che il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede oltre ad indossare la maglia della Polizia Penitenziaria intervenga tempestivamente sulla questione prima che possa succedere il peggio per poi agire. Metteremo in campo tutte le nostre forze affinché non ci saranno provvedimenti immediati e concreti, finalizzati alla soluzione della problematica denunciata.

Torna su
RomaToday è in caricamento