Arrestato il capo dei capi della mafia cinese in Italia: viveva a viale Marconi

Nel 2013 Zhang Naizhong celebrò in un hotel di Roma le nozze sontuose del figlio. Il 57enne scovato al termine dell'operazione China Truck

Frame dal video del matrimonio diffuso dalla polizia

Era residente a viale Guglielmo Marconi il capo dei capi della mafia cinese in Italia. Zhang Naizhong, 57 anni, detto "l'uomo nero", è stato arrestato assieme ad altre 33 persone al termine della operazione China Truck. L'uomo era al vertice di una vera e propria organizzazione criminale di stampo mafioso con base operativa a Prato (in Toscana) ed operante in varie città d'Italia ed all'estero. Centinaia gli uomni della polizia di Stato che stanotte hanno dato vita alla maxi operazione che ha portato ad emettere 22 ordini di arresto (otto dei quali nella Capitale), oltre 50 gli indagati. 

Il capo dei capi della mafia cinese in Italia 

Tutti i soggetti fermati sono di origine cinese. Preso, come detto, anche il 'capo dei capi', il 57enne Zhang Naizhong, detto “l'uomo nero”, residente a Roma, in viale Marconi, arrestato questa notte a Prato, nell'area del Macrolotto, dagli uomini della squadra mobile agli ordini di Francesco Nannucci.

Il matrimonio del figlio a Roma

Molto forte anche il legame con la madrepatria ed in particolare con la regione del Fujian, di cui sono originari molti componenti del “braccio armato” dell’organizzazione. Ma se negli affari l’associazione era quasi impermeabile a qualunque tipo di influenza esterna, diverso era invece l’atteggiamento nei momenti conviviali. Gli investigatori hanno infatti documentato, tra le altre cose, il sontuoso banchetto offerto dal capo in occasione del matrimonio del proprio figlio celebrato nel febbraio del 2013: in un albergo di Roma sono stati pagati quasi 80mila euro per il servizio offerto agli invitati.

Operazione China Truck 

Zhang nella serata di ieri aveva girato ben otto aziende, ogni volta cambiando auto per non destare attenzione. I suoi movimenti erano seguiti dagli agenti. Infine, ha cenato in un ristorante, dove è andata in scena una vera e propria processione di connazionali, che entravano ad omaggiarlo e a fargli un inchino. Poi, all'alba, è scattato il blitz, da parte degli uomini dello Sco, il Servizio centrale operativo, delle squadre mobili di Prato, Roma, Firenze, Pisa, Milano e Padova.

Mafia cinese in Italia 

L'organizzazione agiva soprattutto nel settore dei trasporti, reimpiegando fondi illeciti derivanti da attività illegali quali spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, gestione di sale da gioco clandestine e locali notturni, usura, estorsioni. In tutto i capi di imputazione sono oltre trenta.

Metodi tipiacamente mafiosi 

“Società di trasporti del territorio venivano acquisite con modalità e metodi tipicamente mafiosi, grazie all'intimidazione e alla violenza. L'operatività e la capacità di infiltrarsi nelle attività economiche legali di questa organizzazione mafiosa era sconvolgente”, ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, alla conferenza stampa di questa mattina alla procura di Firenze per illustrare l'operazione. "Un risultato straordinario, che ci dice anche di quanto il nostro territorio sia inquinato dalle mafie, non solo autoctone ma anche straniere", ha aggiunto De Raho.

Monopolio nel settore dei trasporti delle merci dalla Cina 

Dalle indagini emergono tutte le caratteristiche dell'associazione di stampo mafiosa: omertà, attività illecite di varia natura e soprattutto l'accaparramento di aziende dell'economia legale attraverso il metodo mafioso, con la violenza e l'intimidazione”, ha aggiunto il procuratore Giuseppe Creazzo, capo della Dda di Firenze, che ha coordinato l'operazione. Grazie a tali metodi l'organizzazione aveva assunto un monopolio di fatto nel settore dei trasporti di merci provenienti dalla Cina.

Otto arresti tra Roma, Milano e Padova 

L'organizzazione, descritta come potentissima, aveva ramificazioni in varie parti d'Europa ed operava anche in Francia, Germania, Spagna, Portogallo. In tutto gli indagati sono 54: trentatré sono i destinatari della misura cautelare in carcere emessa dal gip di Firenze Alessandro Moneti, 21 gli indagati a piede libero, tutti cittadini cinesi. La maggioranza degli arresti, sedici, è avvenuta a Prato. Otto gli arrestati a Roma, uno a Milano e uno a Padova. A Firenze e Pisa gli indagati a piede libero sono 7. Due gli arresti effettuati in Francia.

Il numero due dell'organizzazione 

Tra gli arrestati anche il numero due dell'organizzazione e l'amante del capo, l'unica donna, trovata tra l'altro in possesso nel proprio appartamento di circa 30mila euro in contanti. Sequestrata anche 8 società, 8 veicoli, due immobili e una sessantina tra conti correnti e depositi di titoli, per un valore di diversi milioni di euro. Il giro d'affari delle attività illecite portate avanti, difficile da quantificare, era di svariate centinaia di milioni.

Duplice omicidio nel 2010 

Le indagini erano partite dopo un duplice omicidio, nel 2010, in pieno pomeriggio a Prato. “Sono stati gli ultimi di una serie di una quarantina di omicidi avvenuti nel pratese negli anni precedenti. Poi Zhang è riuscito ad imporre una vera 'pax mafiosa' e gli omicidi sono cessati”, spiega Nannucci. A congratularsi con la Polizia di Stato per l'operazione anche il ministro degli interni Marco Minniti: E' stata colpita al cuore una pericolosa organizzazione”. E il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi:Nessun territorio è immune alle mafie, teniamo alta l'attenzione”. 

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