"Sopprimiamoli tutti, ogni cane morto è uno di meno"

Rivelazioni del Corriere della Sera sul canile Parrelli della Prenestina. Loredana Pronio di Federfida ha depositato una denuncia con quattro audio choccanti sulla gestione della struttura

Torna a far discutere la vicenda del canile Parrelli, il canile di Via Prenesetina fondato 50 anni fa dal veterinario Giuseppe Parrelli e gestito oggi dalla vedova Pina. Loredana Pronio, presidente di Feder F.I.D.A. , la Federazione Italiana per i Diritti degli Animali, ha consegnato ai Carabinieri di Tor Bella Monaca 4 file audio, recapitati alla sede della onlus probabilmente per mano di alcuni ex volontari del rifugio Parrelli, contenenti scioccanti brandelli di conversazione tra l'anziana proprietaria e Cristina, una sua collaboratrice di origine romena. 

L'edizione romana del Corriere della Sera riporta oggi, in un pezzo a firma di Fabrizio Peronaci, alcuni di questi scioccanti scambi di battute: "Ogni cane morto è uno di meno". "Dobbiamo sopprimerli, è pronta la siringa?". "Tutti quelli che possiamo sopprimere, li dobbiamo sopprimere. Tutti!". "Quanto mi piacerebbe sopprimerli tutti, che morissero tutti! Ormai non mi salvo da questi!" si lamenta l'anziana titolare. Affermazioni choc, queste, che costituirebbero però dopo tanti anni di battaglie e polemiche, la prima prova effettiva delle agghiaccianti pratiche somministrate nel "canile lager" (così chiamato nel tamtam dei social network).

Quello di oggi è solo l'ennesimo capitolo di una vicenda già da anni molto discussa e chiacchierata. Il canile della Prenestina era già da tempo nel mirino dell'indignazione dell'opinione pubblica per questioni sfociate più volte anche in Campidoglio e in Parlamento, ma senza poi concreti risultati. Nel 1994, ad esempio, la polizia trovò 90 tra cani e gatti nella cella frigorifera della struttura. "Sono stati uccisi e congelati", fu l'accusa in un secondo momento rientrata. Si parlò poi di cuccioli bruciati, usati come cavie o ancora destinati a laboratori in Nord Europa. Nel corso degli anni, però, al termine dei periodici sopralluoghi il Comune ha trovato sempre tutto in regola, così da non poter intentare legalmente alcuna azione ufficiale.

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