Macabra scoperta a Fiano Romano: uccisi due cani con dei bocconi avvelenati

Le associazioni animaliste puntano il dito contro la "mancata realizzazione di un canile municipale". Il sindaco Ferilli, "Sul randagismo abbiamo fatto il possibile. sporgerò personalmente querela ai carabinieri"

Uno dei due cani trovati morti per avvelenamento a Fiano Romano

Due cani uccisi dopo aver ingerito dei bocconi avvelenati. La macabra scoperta è stata fatta in un terreno nella zona industriale di Fiano Romano, accendendo la polemica sulla questione 'randagismo' nel Comune Tiberino a nord della Capitale. Una morte che ha indignato gli animalisti che, dopo aver postato le foto dei due cani di taglia grande privi di vita, hanno accusato l'amministrazione che ha replicato attraverso la voce del Sindaco della città Ottorino Ferilli.

LE ACCUSE - A puntare il dito contro la mancata realizzazione di un canile municipale, Loredana Pronio, della Associazione Federfida onlus che a RomaToday spiega: "Ho avuto modo di conoscere il sindaco di Fiano Romano Ottorino Ferilli alcuni anni fa. Era un consigliere comunale e la prima volta ci incontrammo davanti al Parlamento proprio per parlare della realizzazione di un canile comunale. Mi colpì la sua determinazione nel voler ottemperare alla nostra legge 281/91 e la sua sensibilità verso la tematica del randagismo. Ora leggo che, non solo quel progetto non lo ha realizzato come consigliere, ma nemmeno da sindaco, e che, oltretutto, ha negato ai volontari locali la possibilità di avere un terreno dove accogliere a costo zero i cani randagi del suo territorio che, a quanto si legge, ogni giorno sono vittime di brutali uccisioni come l'avvelenamento".

RICHIESTA DI QUERELA - Loredana Pronio che non gira intorno al problema: "Vorrei ricordare al sindaco Ferilli che i randagi uccisi sono di sua proprietà e, pertanto, mi aspetterei che almeno presentasse una querela contro ignoti oltre ad allertare le forze dell'ordine per individuare i colpevoli ed aggiungo che negare una richiesta a chi si offre di prendersi cura degli animali per agevolare chi, come i cacciatori, li uccidono non gli fa onore. Caro Sindaco - conclude Loredana Pronio - si ponga una domanda: se i suoi concittadini maltrattano ed uccidono i suoi animali nella totale impunità, di chi è la responsabilità morale?".  

LA RISPOSTA DEL SINDACO - Tirato in causa il sindaco Ottorino Ferilli ha poi risposto sia in relazione al canile che all'avvelenamento dei due animali: "In questo momento sono fuori Fiano Romano - le parole del Primo Cittadino a RomaToday -. Archiviate le foto domani mattina (11 marzo ndr) mi recherò personalmente alla nostra caserma dei carabinieri e sporgerò querela-denuncia contro ignoti"

QUESTIONE RANDAGISMO - Un fatto che ha riacceso le polemiche sulla questione randagismo nel Comune tiberino con il sindaco Ferilli che tiene a precisare "quanto su questo argomento abbiamo fatto passi da gigante. La situazione del terreno ha purtroppo dei tempi lunghi che stiamo cercando di sbloccare nel minore tempo possibile". "In compenso - prosegue il primo cittadino del Comune tiberino - abbiamo attuato una convenzione che incentiva l’adozione dei cani randagi presenti e o catturati sul territorio comunale, allo scopo di garantire il loro benessere, la sicurezza dei cittadini, prevenire gli eventuali rischi per la salute pubblica derivanti in maniera diretta o indiretta dal fenomeno del randagismo e previene il sovraffollamento presso le strutture di ricovero abilitate".

ADOZIONI CON CONTRIBUTI E SENZA - Una questione molto sentita dal sindaco Ferilli che ricordando come sia possibile adottare gli amici a quattro zampe "con e senza contributo economico. Come ben spiegato nell'area della Polizia Amministrativa del sito del nostro Comune dove sono riportati chiaramenti i passaggi da adottare. Senza dimenticare - conclude il primo cittadino di Fiano Romano - quando questa amministrazione si sia impegnata su questo tema, in relazione al quale investiamo dai 30 ai 35mile euro l'anno".

VOLONTARI FIANESI - Nonostante l'impegno dichiarato dal sindaco gli animalisti non cedono e rincalzano le polemiche: "Il Comune di Fiano Romano - scrivono sulla pagina facebook dove sono state postate le foto dei cani morti per avvelenamento - ha negato da anni un terreno comunale per i volontari mentre lo ha dato ai cacciatori e ai cavallari. E queste sono le dirette conseguenze. I cittadini di Fiano Romano mostrano ostilità nei confronti dei volontari che cercano sopra le proprie forze di aiutare gli animali in un paese degno del più profondo sud. Gli animali a Fiano Romano sono maltrattati, abbandonati, impiccati e fucilati. Ora basta. A breve organizzeremo un presidio. Invito tutti i contatti di Roma a partecipare. Fatelo per loro".

Cani avvelenati Fiano Romano (1)-2

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