Buche, ecco la top ten delle strade groviera: al primo posto la via Ardeatina

Da dove arrivano le richieste di risarcimento danni dei romani

Foto Ansa

Ecco le dieci strade più tartassate da buche e dissesti: tutte consolari e tutte arterie fondamentali per la viabilità della città. A stilare la classifica è il Codacons, sulla base delle 850 richieste di risarcimento danni compilate dai cittadini romani. In testa, al primo posto, l'Ardeatina. Tra la riserva naturale di Decima Malafede e l'area dei Castelli, scorre la via più martoriata della Capitale. Qui, nei giorni di maltempo di inizio marzo quando la pioggia ha distrutto l'asfalto portando alla luce l'emergenza buche, diversi tratti sono stati chiusi per ragioni di sicurezza. Senza contare gli automobilisti in panne, fermi ai lati della strada con le gomme squarciate. 

Al secondo posto ci spostiamo nel quadrante est e troviamo la via Casilina, ottima per testare un fuoristrada. Il tratto compreso fra Torre Gaia e Villaggio Breda è il più critico. Sempre sul podio segue l'immancabile Cristoforo Colombo, già regina dei 30 chilometri orari (il limite imposto da mesi dai vigili urbani, causa dissesti e radici degli alberi che sporgono dall'asfalto), e prima a far fronte alle buche con la chiusura di alcuni degli spezzoni più disastrati. 

Sempre a Roma sud non sta messa bene nemmeno la via Ostiense, con particolare attenzione alla porzione di strada all'altezza di Acilia e Dragoncello. Al quinto posto un'altra consolare, stavolta a sud est, la via Tuscolana, dove fino al 1 maggio, tra i civici 495 e 481, non sarà possibile parcheggiare, per i lavori di messa in sicurezza. Segue in classifica via di Acilia, rimasta chiusa dal 6 al 14 marzo, di fatto costringendo all'isolamento o quasi i quartieri Axa, Acilia e Casal Palocco. 

Per il settimo posto cambiamo zona, ci spostiamo a roma nord, nord ovest, e troviamo la via di Boccea. Causa dissesti e buche pericolose, il dipartimento Simu aveva comunicato l'intenzione di chiudere una parte di strada, con prevedibili (e pesanti) conseguenze sul traffico della zona. L'ipotesi è rimasta tale, ma anche l'arteria che continua a convivere con crateri e avvallamenti. Seguono in ottava posizione via Prenestina, con menzione d'onore per la zona di Ponte di Nona, la Tangenziale Est e, dulcis in fundo, il disastro dei disastri: la via Pontina, già a furor di popolo tra le strade più pericolose del Lazio. 

Parliamo di strade che dovrebbero rientrare negli interventi di manutenzione previsti con il piano Marshall del M5s. Ma i fondi sono pochi, la maggioranza degli appalti deve ancora essere assegnata (forse dopo Pasqua, fanno sapere dal Campidoglio) e i residenti, disperati, fanno da soli. A Vitinia, quartiere del IX municipio, sono riusciti a comprare 18 sacchi da 25 chili di bitume liquido con una colletta: "Se non ci vengono a sistemare le strade, provvediamo da soli". Un piano Marshall alternativo, già ribattezzato "dei cittadini"


 

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