Lo sfogo di un americano a Roma: "Mezzi sporchi, gente scocciata e spazzatura ovunque"

Brian, youtuber di 26 anni, racconta la sua frustrazione dopo una giornata 'no': "Ho detto mille cose belle dell'Italia, ma a Roma non si può vivere. È invivibile"

 

"La benzina costa una cifra, i mezzi pubblici sono uno schifo assurdo, sono brutti, sporchi da morire, con scritte ovunque". L’autobus? "Non c’è neanche un display che ti indica quando passa. Puoi aspettare 15 minuti, oppure mezz’ora. Non si sa". Muoversi in macchina? Peggio. "Buche ovunque, traffico, gente incazzata sulla strada, motorini che passano". Brian ha 26 anni, viene dagli Stati Uniti e fa lo youtuber. Da qualche tempo vive a Roma, ma ha imparato sulla sue pelle che a Roma, e più in generale in Italia, "è difficilissimo anche fare le cose più semplici".

Il 26enne ha deciso di sfogarsi dopo una giornata decisamente 'no'. Nel suo video lo youtuber spiega che tutto è iniziato quando, stanco di lavorare da casa ha deciso di spostarsi altrove: "Mi bastava una sedia, una scrivania ed una connessione wi-fi", racconta.  

Il primo tentativo l’ha fatto in una biblioteca, ma è andata male. La dipendente, arrivata in ritardo, lo ha subito gelando spiegandogli che non c’era nessuna connessione disponibile. "Lo so che in biblioteca ci si va per leggere - dice Brian -, ma siamo nel 2019 e che ci siano delle biblioteche senza wi-fi mi pare un po’ strano. Comunque ho detto: va bene, non importa".

Brian decide così di cercare un co-working space: "Ho guidato 25 minuti per fare 8 km e questa volta per trovare parcheggio ho dovuto girare altri 20 minuti" racconta. Una volta arrivato "ho visto tanta gente in strada, non capivo bene cosa fosse accaduto. Davanti alla porta c’erano due vigili del fuoco che stavano così (con le braccia incrociate, ndr). Ho chiesto cos'era successo e mi hanno risposto: non ti possiamo fare entrare". Il tutto senza dare nessuna spiegazione.

Il servizio ai clienti? "In America ti sorridono, in Italia sono scocciati"

"Va bene, va benissimo. È l’atteggiamento di quelle persone che mi ha fatto dire: ok, ma almeno puoi essere gentile o professionale", spiega il 26enne. "Non so, ogni volta che comunico con qualcuno che sta lavorando mi sembra che quella persona abbia un’attitudine pessima. Ad esempio se devo andare a comprare un biglietto per la metro e chiedo: 'Un biglietto per favore'.  Mi rispondono: 'Tieni' (con gesto stizzito). Sempre incazzati. Non so, sono abituato all’America".

"In America il servizio al cliente è sempre al top, ti sorridono. Il sorriso è finto? Ok, probabilmente sì, ma comunque ti trattano bene e ti chiedono in che modo possono esserti utili. E’ una cosa molto bella che io davo sempre per scontata. Adesso in Italia con un servizio così mi rode perché ti trattano come se fossi una merda che sta dando loro qualcosa da fare, quindi sono scocciati perché devono lavorare".

"Sono tornato a casa e c'era spazzatura ovunque"

Morale? "Mi sto rendendo conto che qui fare le cose anche più semplici è difficilissimo. Mentre tornavo a casa in macchina mi saliva l’ansia, la frustrazione e anche un po’ di rabbia. E per la strada c’era spazzatura ovunque. Era sporca da morire". Eppure, continua, "dovete pagare così tante tasse, il 40-50% di tasse: dove vanno a finire questi soldi?". 

"Prima di prendervela - spiega -, guardate il mio canale. Ho detto mille cose belle dell’Italia, se voglio lamentarmi di una cosa dell’Italia fatemelo fare perché a Roma non si può vivere. È invivibile". Da buon americano però Brian non si arrende: "Voglio sempre bene a Roma e all’Italia, ma ci sono delle cose su cui dobbiamo lavoare: traffico, strade, mezzi pubblici, il servizio del cliente. Dobbiamo fare qualcosa"

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