A Roma due falsi casi di Blue Whale: cresce la paura per il gioco che spinge i giovani al suicidio

A chiarire entrambi gli episodi gli agenti di polizia. Cresce l'apprensione per il preoccupante fenomeno nato in Russia e divulgatosi tramite i social network

Il Blue Whale (foto dal web)

Due false segnalazioni nella Capitale. Si chiama Blue Whale (Balena Blu) ed è il nuovo macabro gioco che sta mietendo giovani vittime in Russia. Questa competizione, che nasce dai social network, prevede una serie di prove al limite della sopportazione umana, per poi culminare con l'ultimo grande passo: il suicidio.

BLUE WHALE - Il nome prende ispirazione dalle balenottere azzurre, che in punto di morte vanno ad arenarsi sulle spiagge. Un fenomeno che in Russia ha già ucciso 157 tra ragazzi e ragazze, trasportati in un vortice di depressione dai "gestori" del gioco, che una prova dopo l'altra spingono le giovani vittime ad isolarsi sempre più, fino all'ultimo terribile atto: la morte, ovviamente ripresa in un video, poi diffuso in Rete. Dai social ai media la paura si è presto impossessata anche dei genitori dei ragazzi italiani, con la polizia postale che ha divulgato una sorta di vademecum per aiutare padri e madri a scoprire l'eventuale partecipazione dei propri figli al fine di evitare possibili tragedia. 

I CONSIGLI DELLA POLIZIA POSTALE

FALSE SEGNLAZIONI A ROMA - Un fenomeno sulla quale c'è grande attenzione anche in Italia e, naturalmente nella Capitale. Nel caso di Roma si tratta di due diverse storie, di due adolescenti che, seppur per pochi istanti,  hanno fatto presupporre, agli investigatori della Polizia di Stato della capitale, di trovarsi di fronte al fenomeno del “Blue Whale”.
 
SCHERZO DI UNA ADOLESCENTE  - Nel primo episodio a dare l’allarme è stato uno dei gestori di telefonia mobile dopo che, un sms, scritto da un’adolescente ad un numero fatto a caso, annunciava il superamento di tutti i livelli del gioco, indicando così un possibile epilogo fatale. Gli accertamenti informatici, eseguiti a tempo record dalla sala operativa della Questura, hanno permesso di appurare che l’adolescente era regolarmente a scuola ed ignaro di tutto. Subito dopo i poliziotti hanno scoperto che un compagno di classe del presunto giocatore, per scherzare, aveva mandato l’sms con i riferimenti al “Blue Whale”.
 
ATTENZIONE DEI GENITORI - Più drammatica l’altra vicenda: un fanciullo, per attirare l’attenzione, ha fatto intendere ai familiari di essere in una fase avanzata del gioco, mostrando furtivamente una balena disegnata su un braccio. I familiari si sono rivolti al 112.  Ad intervenire nell’immediatezza sono stati  i poliziotti del commissariato di zona, coadiuvati fin da subito da personale specializzato in disagio giovanile. Gli agenti, con le cautele del caso, hanno subito verificato che la balena mostrata era solo disegnata con un pennarello rosso e non incisa sulla pelle. Per ulteriori accertamenti clinici il ragazzo, con il consenso dei genitori, è stato portato in un centro specialistico.   

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