Odori e fumi da industria chimica: blitz dei vigili a Settecamini

E' scattato questa mattina un blitz in una industria chimica alla periferia della città per ispezionare l'azienda. Residenti lamentano cattivi odori e hanno presentato diversi esposti

Questa mattina la polizia locale di Roma Capitale ha effettuato un blitz nell'industria chimica Basf, deciso in seguito alle diverse lamentele ed esposti presentati dai residenti dei quartieri Settecamini, Case Rosse e Ponte di Nona.

IL BLITZ - Nel corso del blitz si è ispezionata l'azienda nel tentativo di capire se tutte le regole, in particolare quelle di tutela ambientale, fossero rispettate. Ad accompagnare i circa 50 vigili anche 10 ispettori dell'Arpa Lazio che effettueranno dei test per verificare la presenza di eventuali sostanze tossiche. I cittadini si sono più volte lamentati dei cattivi odori provenienti dai fumi dell'industria e, in alcuni loro esposti, hanno parlato della possibilità di sostanze tossiche, cancerogene e, in particolare, hanno fatto riferimento ad una analisi condotta nel 2004 in cui si è rilevato nell'area una concentrazione di diossina dalle 5 alle 20 volte superiore alla media.

I CITTADINI - Odori nauseabondi fin dentro casa che in alcuni casi hanno causato forme di irritazione alla gola e bruciore agli occhi. A lamentarsi dell'inceneritore dell'industria chimica sono i residenti dei quartieri Case Rosse, Settecamini e Ponte di Nona. “Sono anni che va avanti questa storia - ha commentato Rocco Margapoti che abita a due passi dall'azienda chimica - siamo davvero stufi. I cattivi odori entrano in casa e alcuni di noi oltre al bruciore degli occhi hanno avuto anche forme di irritazione alla gola. Per non parlare poi delle sostanze pericolose che continuamente vengono sprigionate nell'aria: 150-200mila metri cubi di fumo al giorno”. “Le case stanno a 68 metri dall'industria - ha aggiunto - e ci abitano circa 120 famiglie. Come si fa? La Basf in questa zona è incompatibile. Non capiamo come abbia fatto la Provincia di Roma, che è l'autorità competente, a rilasciare l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale ndr.) concessa proprio a dicembre 2011”.

LA PROVINCIA - E proprio da Palazzo Valentini le istituzioni comunicano di aver sottoscritto con l’Istituto Superiore di Sanità "una convenzione per la predisposizione di un programma di monitoraggio e sorveglianza ambientale sull’attività dello stabilimento BASF di via Salone". Di cosa si tratta? "Di un  un programma di ricerca avente come obiettivi: l'analisi e valutazione della situazione ambientale e dei rischi sanitari connessi all’attività dello stabilimento,  lo studio e predisposizione di un programma di sorveglianza e monitoraggio ambientale, da attuare con particolare riferimento alle specifiche ricadute sulla salute umana delle sostanze prodotte da attività industriali. L’attività di campionamento ed analisi delle matrici ambientali oggetto di studio saranno svolte dall’ISS sulla base di un programma operativo di sorveglianza ambientale concordato con l’Amministrazione Provinciale".

I CONSUMATORI - La notizia non è nuova a Codici che, solo poche settimane fa ha ricevuto una delegazione di cittadini che denunciava la presenza di fumi nell’aria, dichiarando il timore che le emissioni provenienti da uno stabilimento chimico in particolare potessero arrecare danno all’ambiente e di conseguenza ai cittadini. “Anche Codici, quindi si sta facendo carico della questione – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – i nostri legali stanno studiando il materiale di cui sono in possesso per avviare le opportune azioni legali. Intanto invieremo un esposto alla Procura della Repubblica".
 

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