Stazione Tiburtina, dopo il pestaggio quartiere al buio: l'ira dei residenti

In una lettera: "Vi chiediamo ora tutti quei provvedimenti che fino ad oggi vi abbiamo chiesto e non avete fatto, non aspettate un’altra plateale aggressione"

Si sentono abbandonati i cittadini che vivono nei dintorni della stazione Tiburtina. In una lettera sfogo, indirizzata alla sindaca Raggi, al delegato alla sicurezza Cardilli, al Prefetto e al commissariato di polizia di zona, esprimono tutta la propria rabbia per gli ultimi accadimenti. Goccia che ha fatto traboccare il vaso il black out che ha lasciato al buio la zona. Un corto circuito che arriva dopo il pestaggio di cui è rimasto vittima, alle 7 del mattino, un magazziniere di 34 anni. 

"Mai avremmo immaginato", scrivono, "che dopo pochi giorni venisse staccata l’illuminazione pubblica in tutta l’area attorno alla sopraelevata antistante la Stazione".

Da tempo i residenti denunciano il degrado della zona, soprattutto nell'area sottostante la sopraelevata. "Da residenti non vi nascondiamo che ci saremmo aspettati un allontanamento coatto di tutti gli sbandati, ubriaconi, tossici e parcheggiatori abusivi dalla sopraelevata, almeno per salvare la vostra immagine. Vi diciamo da anni di intervenire con provvedimenti permanenti. 

Quindi l'elenco degli impegni disattesi: "Il Prefetto si era impegnata di persona ad emanare un Daspo urbano. L’ufficio del dott. Cardilli si era impegnato a valutare ordinanze contro il consumo di alcolici durante la giornata per contrastare l’ubriachezza molesta. Solo la Questura ha fatto qualcosa che però senza il supporto giuridico che può dare un Daspo urbano o senza l’ordinanza anti alcol si riduce tutto ad un fuoco di paglia".

E ancora sul black out: "Se dopo tutto questo tempo non avete ancora mosso un dito per risolvere definitivamente queste situazioni di insicurezza e anzi se dopo questi gravi episodi viene staccata l’illuminazione pubblica nell’area costringendoci a tornare a casa con la paura ci portate a pensare che tutto ciò secondo voi è normale e tollerabile. Se ogni mercoledì mattina i vigili, per consentire il lavaggio dell’Ama sotto la sopraelevata, trattano coi parcheggiatori abusivi per fargli togliere temporaneamente i loro giacigli per poi farglieli rimettere un’oretta dopo a lavaggio effettuato il dubbio che ci sia una complicità tra gli sbandati padroni della zona e il Comune di Roma viene necessariamente fuori. Vi chiediamo ora tutti quei provvedimenti che fino ad oggi vi abbiamo chiesto e non avete fatto, non aspettate un’altra plateale aggressione".  

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