Dall'Alba al Tramonto: nuovo colpo al clan Fasciani. Sequestrate imprese sul litorale

Sono 16 le persone arrestate nell'ambito di una vasta operazione che segue gli arresti per mafia dello scorso 27 luglio. Tra i beni sequestrati l'ex Faber Village sul lungomare lidense

'Operazione Tramonto'

Dalla 'Nuova Alba' al 'Tramonto'. Dopo i 51 fermi dello scorso 27 luglio che hanno portato gli inquirenti ad evidenziare la presenza di infiltrazioni di stampo mafioso che da Ostia si sono addentrate sino all'economia della Città Eterna tramite le famiglie Triassi, Fasciani e D'Agati, un altro duro colpo è stato inflitto dagli investigatori al clan Fasciani. Dalle prime luci dell’alba duecento Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito una vasta operazione nei confronti di quello che viene definito un "sodalizio di stampo mafioso", radicato sul litorale di Ostia.

ARRESTI E SEQUESTRI - Sedici le persone arrestate, accusate, a vario titolo, di "associazione a delinquere di stampo mafioso" e "trasferimento fraudolento di beni". Dieci le attività commerciali sequestrate, tra cui uno dei lidi più in voga del litorale romano, l'ex Faber Village, per un valore complessivo di stima pari a oltre 6 milioni di euro.

LE 16 PERSONE RAGGIUNTE DALLE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE

OPERAZIONE TRAMONTO - I risultati dell'indagine sono stati esposti questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel comando della Polizia Tributaria di Roma alla presenza del Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Roma Michele Prestipino Giarratana, del comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma colonnello Ivano Maccani, del comandante del Gico tenente colonnello Gerardo Mastrodomenico, del comandante del Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle colonnello Cosimo Di Gesù, del comandante del II Gruppo Roma della Finanza Teodoro Gallone e del primo dirigente della Squadra Mobile della Questura di Roma Renato Cortese.

LE ATTIVITA' COMMERCIALI SEQUESTRATE

INDAGINI - Le indagini - coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale ed eseguite dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria e del II Gruppo Roma - hanno permesso di accertare come il "clan Fasciani, emanazione del capo clan Carmine Fasciani (classe ’49), si fosse insinuato e radicato nell’economia legale della Città eterna,attraverso la costituzione - per il tramite di prestanome - di una serie di società operanti nel settore della ristorazione, della gestione di stabilimenti balneari, delle discoteche e della rivendita e noleggio di autovetture".

LE PAROLE DEL PROCURATORE DELLA DDA PRESTIPINO

POLITICA DI MIMETIZZAZIONE - In particolare, le evidenze investigative acquisite hanno messe in luce come negli ultimi due anni, i Fasciani abbiano attuato la cosiddetta “politica della mimetizzazione”, diretta a nascondere i reali proprietari delle attività commerciali e, soprattutto, a preservare i patrimoni illecitamente accumulati, frutto dei reati di usura, estorsione e traffico di stupefacenti, già, peraltro, accertati, in altri contesti investigativi, dalla stessa Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

TESTE DI LEGNO - Secondo le indagini investigative grazie alla direzione di Carmine Fasciani schermata da una pluralità di cosiddette “teste di legno” - per lo più scevre da precedenti di polizia - si è assistito ad una vera e propria “espansione mafiosa”, attuata mediante la capillare acquisizione di importanti fette del mercato legale a danno degli imprenditori onesti, nei cui confronti veniva attuata una spietata concorrenza sleale.

JOINT VENTURES - In alcuni casi è stata, poi, riscontrata la costituzione di vere e proprie  “joint-ventures” tra esponenti di vertice del clan Fasciani ed imprenditori romani, dirette a schermare la reale riconducibilità dei beni e dei capitali mafiosi attraverso complesse strutture societarie.

SRL AD 1 EURO - Tra le forme di intestazione fittizia maggiormente utilizzate figurano le cosiddette  “S.r.l. semplificate”, più note come “S.r.l. ad 1 euro”, con le quali sono stati acquisiti i singoli rami d’azienda di alcune società sequestrate nel luglio 2013, svuotandole, di fatto, dei relativi patrimoni aziendali in maniera tale da mitigare, ovvero annullare, gli effetti dei precedenti provvedimenti ablativi. In questo modo i Fascaini sarebbero riusciti a mantenere il controllo di numerose attività imprenditoriali.

UNICO CENTRO D'INTERESSE - Tutti gli investimenti colpiti oggi sono riconducibili ad un unico “centro d’interesse occulto”, ben organizzato e collegato, che consente di dare al fenomeno una chiave di lettura unitaria e verticistica pur permettendo l’accertamento delle responsabilità penali dei singoli aderenti. Quella che emerge dal sottobosco è, quindi, una “imprenditoria criminale”, calata a forza nel mondo dell’economia legale ed abilmente “tirata a lucido” per nascondere, dietro ad uno schermo di imprese e società, il nuovo modo di “fare mafia” dei clan, imbellettato da una parvenza di regolarità ma mai del tutto slegato dalla violenza di strada, teatro della nascita e della cementificazione dei vincoli di affiliazione mossi dalla sete di denaro e di potere.

CONTROLLO DEL TERRITORIO - In conclusione, l’odierna operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma conferma come i clan "conseguano ingiusti ed illeciti profitti e vantaggi, attraverso un controllo sia del territorio di competenza sia delle relative attività economiche e produttive".

MAFIA MODERNA - Il quadro delineato dalle indagini restituisce, pertanto, l’immagine di una mafia moderna ed imprenditrice, con una struttura articolata e complessa, con un’attitudine colonizzatrice ed espansionistica, in linea con le vere e proprie holding finanziarie, e tale - grazie ad una indiscussa leadership, conquistata per la dimostrata affidabilità personale ed economica - da raggiungere livelli altissimi di efficienza operativa.

BLITZ ALL'ALBA - L’articolata attività investigativa ha consentito al Nucleo di Polizia Tributaria ed al II Gruppo Roma delle Fiamme Gialle, affiancati per l’esecuzione anche dalle unità cinofile del Gruppo Fiumicino e della Compagnia Civitavecchia e da un elicottero della Sezione Aerea di Pratica di Mare, di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di 16 persone e sequestrate 10 realtà societarie operanti tra Ostia e Roma.

LEGALITA' ECONOMICA - Il conclusione, con l’operazione conclusa oggi, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Roma, oltre ad di assicurare alla giustizia soggetti contigui ovvero aderenti al clan mafioso dei Fasciani hanno restituito alla collettività un ampio spazio di legalità economica.

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Commenti (4)

  • Adesso finalmente si capisce il perché degli attentati incendiari agli stabilimenti balneari di Ostia

  • ci vorrebbe una gestione meglio organizzata per i beni sequestrati,altrimenti sono risorse buttate ed in momenti come questi è un vero peccato.

  • Sequestro e confisca dei beni di ogni tipo, sono le armi più pericolose e sofferte dalle organizzazioni malavitose.

    • LA CONFISCA è l'unica vera arma, spesso purtroppo al sequestro segue il dissequestro dei beni per via di cavilli e codicilli vari, ed a livello operativo ed investigativo sono mesi di lavoro buttati nel secchio, è alienante lavorare cosi!!!

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