Dalla Pisana con furore: colpi di arti marziali e rapine ai Parioli, così baby gang terrorizzava la "Roma bene"

"Domani gli dobbiamo levare tutto". L'adunata su Whatsapp e Instagram prima delle rapine. A capo della banda un 18enne. Con lui cinque minorenni, tutti tra i 16 e i 17 anni

L'adunata tramite social, poi la pianificazione dell'azione quindi le rapine. Tutte a colpi di arti marziali. Così una baby gang teneva in scacco i giovanissimi che gravitano nel quartiere Parioli di Roma, ma anche nelle zone di Prati e Trieste.

A capo della banda un 18enne nato in Vietnam ma da anni residente a Roma, nella zona della Pisana. Lui, già con precedenti analoghi per reati contro il patrimonio, e verso esperto di arti marziali giapponesi, era il capo della banda composta da altri 5 ragazzi. Tutti minorenni, quattro di 16 anni e uno di 17.

Tre i colpi accertati, altri quelli sui quali stanno indagando i militari dell'Arma che invitano altre ipotetiche vittime a denunciare: "Chi ha visto o è venuto a conoscenza di fatti simili ci può contattare, le porte delle nostre caserme sono aperte", sottolinea il Capitano Alessandro De Venezia, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Parioli.

I fatti. Tutto è iniziato da una rapina avvenuta il 21 aprile scorso fuori una discoteca di via Velletri. Qui, intorno alle 16, due minorenni dopo essere stati minacciati verbalmente e poi fisicamente, furono costretti a consegnare a quattro rapinatori i loro cellulari e il denaro per un valore di circa 1200 euro. La denuncia delle vittime ha permesso ai militari di identificare il 18enne vietnamita e, una volta sequestrato il suo smartphone, le indagini hanno avuto una svolta. 

Grazie ai tabulati telefonici e, soprattutto, sulla perizia tecnica fatta sul cellulare sequestrato i militari dei Parioli hanno ricostruito il tutto. La baby bang utilizzava Whatsapp e Instagram per coordinare l'azione prima delle rapine. Quindi il capo, il 18enne, chiamava tutti a rapporto. "Domani gli dobbiamo levare tutto", ha scritto testualmente in una chat di Whatsapp ai suoi compari prima della rapine del 21 aprile. 

Successivamente sono emersi anche altri episodi. Il 23 settembre, tre maggiorenni furono vittime di una tentata rapina da parte del 18enne e di altri due 16enni, nei pressi del cinema Adriano di piazza Cavour. La reazione delle vittime, tuttavia, ha mandato il piano in fumo. Poco male, però, perché lo stesso giorno, verso le 23:30, solo un'ora e mezzo dopo, i tre si spostarono in piazza dei Giureconsulti, all'angolo con via di Boccea, dove aggredirono e minacciarono altri 4 minorenni, riuscendo a rapinarli del denaro che avevano.

I rapinatori, in quell'occasione, tentarono anche di sottrarre le scarpe di marca ed un cellulare ad uno dei ragazzi ma non riuscendo nel loro intento, prima di fuggire, lo colpirono ferendolo all'occhio. A seguito dell'immediato intervento di una pattuglia della Stazione Roma Madonna del Riposo i due minorenni furono identificati mentre il 18enne riuscì a fuggire.

Ma era solo questione di tempo. Le successive indagini hanno permesso di attribuire al gruppetto la paternità anche della tentata rapina avvenuta in precedenza in piazza Cavour, confermata anche dalle vittime a seguito della comparazione fotografica. Parte del materiale utilizzato dai Carabinieri della Compagnia Roma Parioli, su cui si sono concentrati maggiormente gli sforzi investigativi, è stato repertato anche mediante l'utilizzo dei social. Le indagini hanno quindi fatto emergere anche il modus operandi. 

Il 18enne vietnamita, il karate kid nonché capo del gruppo, con le tecniche delle arti marziali minacciava e aggrediva le vittime designate mentre i suoi "compagni" rapinavano tutto quello che riuscivano a prendere. Gli obiettivi erano tutti i giovani della "Roma bene". Bersagli facili per il gruppo che li riteneva indifesi. Le discoteche pomeridiane dei Parioli e di Prati erano le mete preferite. Poi i cinema. 

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Commenti (1)

  • Se facessero qualche anno di vera dura galera, forse ci penserebbero bene prima di rifare una cosa del genere e sarebbe di esempio a molti elementi di questa generazione marcia che vuole tutto e subito a costo di passare sopra la gente.

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