Un conversazione ascoltata per caso: ecco come hanno incastrato la banda di Manuel

Gli elementi investigativi acquisiti hanno dimostrato che veniva elargito uno stipendio giornaliero ai pusher che garantivano lo spaccio per 12 ore al giorno

Sono nate quasi per caso le indagini dell'operazione Adriano che hanno portato allo smantellamento di una banda di pusher attiva tra Tivoli e Guidonia. Indagini, condotte tra febbraio e marzo dell'anno scorso, che "hanno fatto emergere uno scenario francamente allarmante, caratterizzato dalla disinvolta, pervicace e ben organizzata realizzazione, in varie zone del territorio tiburtino, di stabili punti di spaccio di stupefacenti assortiti (cocaina, crack, derivati della cannabis e anche eroina)" e iniziate dopo una conversazione captata in un negozio. 

Lo scrive il gip di Tivoli Mario Parisi nell'ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri che hanno arrestato 11 persone (5 in carcere e 6 ai domiciliari) accusate a vario titolo di spaccio di droga nei comuni di Tivoli e Guidonia

L'attività investigativa è partita infatti da un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri che il 30 gennaio del 2019 "si trovava presso un esercizio commerciale e poteva percepire una concitata conversazione telefonica che il titolare dell'esercizio - conosciuto perché già vittima di usura - intratteneva con un interlocutore apostrofato come 'Ma": il dialogo era animato" scrive il gip. 

"A Ma' giuro te li do, non ho la macchina di mia moglie, sono in ritardo di quattro giorni e non di una settimana, ti prego, domani te li do".

Il carabiniere a quel punto decide di convocare il professionista il giorno dopo per farsi raccontare cosa fosse successo, scoprendo che la situazione non era legata a vicende di usura ma a "debiti per forniture di cocaina contratti con un giovane di Tivoli, certo Manuel" si legge nell'ordinanza. A quel punto i Carabinieri hanno avviato intercettazioni e appostamenti che hanno portato alla luce il giro di droga.

La professionalità dei militari della Compagnia di Tivoli ha consentito di svelare "ramificazioni criminali" in cui emerge la figura di Manuel S. che, con la collaborazione di numerose persone, aveva organizzato un fiorente mercato di più tipologie di narcotici.

Gli elementi investigativi acquisiti hanno dimostrato che veniva elargito uno stipendio giornaliero ai pusher (50 euro a turno) che garantivano lo spaccio per 12 ore al giorno (le forniture a domicilio erano invece garantite h24).
 

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